The Avengers di Joss Whedon (2012) – La consacrazione Marvel

The Avengers di Joss Whedon (2012) – La consacrazione Marvel

«E venne un giorno, come nessun altro, in cui gli eroi più potenti del Cinema si unirono contro una minaccia comune. Quello fu il giorno in cui nacquero gli Avengers, per combattere quelle battaglie che nessun supereroe, da solo, avrebbe mai potuto affrontare… in un film»

Questa è la storica introduzione, ovviamene modificata per l’occasione, degli albi Marvel dedicati agli Avengers. Seguito sempre da Stan Lee presenta… (inserite il supereroe Marvel che preferite). Non credo la usino più, i tempi sono cambiati, Stan Lee non è più con noi ormai da diversi anni. La prima e unica volta, almeno finora, che usai questa introduzione fu per parlare di Avengers: Endgame, anche se parlare è un parolone, più che una recensione era un fiume di emozioni.

Lo so, in realtà a riunire insieme tanti eroi del cinema ci aveva già pensato un paio di anni prima Sylvester Stallone nel suo I Mercenari ma con un concept e un risultato un tantinello diverso. Perché The Avengers è il film che ha cambiato tutto.

Avengers film Hulk smile gif

Il percorso dei Marvel Studios è cominciato nel 2008. Quattro anni dopo e con cinque film all’attivo era già una realtà di discreto successo ma a a conti fatti, in termini di soldoni il loro unico personaggio di successo era il solo Iron Man. Che per l’epoca era un risultato strabiliante per un per personaggio “quasi” di seconda fascia per la Marvel. Gli altri ebbero risultati molto più timidi, di successo ma pur sempre timidi e che oggi, visti i costi sempre più esorbitanti dei blockbuster, fanno quasi tenerezza. Alcuni dimenticano persino che L’Incredibile Hulk faccia parte della saga mentre altri lo ritengono uno dei film Marvel Studios più brutti di sempre. Solo perché non avevano ancora visto Ant-Man 3 e altri dei loro ultimi lavori. Storia triste ma vera.

No, nel 2012 la Marvel con The Avengers non solo realizza il sogno di tanti nerd ma consacra definitivamente il genere polverizzando la concorrenza e diventando definitivamente la macchina mangiasoldi che per oltre un decennio avrebbe dominato il cinema. Nel bene e nel male. -metto le mani avanti per i cinefili duri e puri anche se tutti i discorsoni sul vero cinema lasciano il tempo che trovano quando gli altri film non li vanno a vedere-.

The Avengers è semplicemente un fumetto che prende vita. Per realizzare un opera come questa non potevano far altro che chiamare uno che i fumetti li ama veramente.

E la scelta non poteva che ricadere su Joss Whedon, una sorta di prodigio dell’entertainment che in carriera ha realizzato tutta una serie di successi e cult prima che tutta una serie di motivi sbagliati lo trasformasse nel nemico numero #1 di Hollywood, ma non è questo il luogo per parlarne.

Oggi tutti ad Hollywood si definiscono fan dei fumetti, tutti tranne Scorsese ovviamente. Molti registi e attori ruffianamente sostengono di essere fan di questo o quel supereroe e di sognare da sempre di farne un film. Per Whedon non si tratta di una frase fatta, una cosa da dire semplicemente per fare colpo sul pubblico e le case di produzione.

Whedon è cresciuto pane e fumetti esattamente come noi. Il suo personaggio più famoso, Buffy Summers, deve il suo nome a Ciclope degli X-Men, che pochi anni dopo avrebbe avuto l’onore di scrivere in una delle run più belle di sempre. E trovatemi una serie tv originale più fumettosa di Buffy l’ammazzavampiri. No, non la troverete, perché in Buffy Whedon ha fatto suoi tutti gli stilemi dei fumetti di supereroi, li ha uniti all’horror e li ha per certi versi sovvertiti.

Forse non era il regista più abile, anzi probabilmente fu un azzardo affidargli una produzione simile ma alla fine si è rivelato la persona giusta al momento giusto. E soprattutto ha saputo metterci cuore.

Whedon parte dalle basi unendo il classico con il moderno. La storia di The Avengers pesca a piene mani dal primo episodio del fumetto usando Loki come main villain e motivo di incontro tra gli eroi, e dai più recenti Ultimates.

Ma come dicevo poco fa The Avengers è letteralmente un fumetto che prende vita. Tutto quello che i fan si aspettavano di trovare in un film del genere. Il film segue il classico canovaccio per cui una minaccia costringe gli eroi a riunirsi e a scontrarsi prima ancora di forgiare un alleanza. Perché è facile riunire tanti eroi, un altro farli andare d’accordo, specialmente quando sono così diversi tra loro.

E se c’è una cosa in cui è bravo Whedon è nello scrivere i personaggi, i loro difetti ancora prima dei loro pregi. Insomma, li rende umani, in pieno stile Marvel, supereroi con superproblemi. In poche efficaci battute Whedon mette in chiaro le dinamiche e rapporti tra i vari personaggi. E ancora oggi le battute di Avengers sono tra le più iconiche e pop dell’intero franchise. Sul serio qualcuno si ricorda qualche frase di Wakanda Forever?

In poco più di due ore e mezza assistiamo a veramente di tutto e nel mezzo dell’azione i personaggi compiono un percorso credibile che li conduce a diventare una squadra. Beh, non tutti tutti a dirla tutta. Un conto è Robert Downey Jr., ormai alla sua terza esperienza nei panni di Tony Stark che va quasi con il pilota automatico rimanendo il personaggio più carismatico. Ma per l’Occhio di Falco di Jeremy Renner il discorso cambia, per esigenze di trama rimane il personaggio più sacrificato e con meno interazioni con il resto del cast ma funziona e avrà modo di rifarsi in futuro.

Discorso diverso ancora per Thor, che quando si tratta di usare i muscoli e scambiare battute con Tony Stark funziona, ma è anche vero che la sua epifania personale per motivarlo allo scontro finale arriva un po’ perché sì. Bisogna ammettere che Whedon non sapeva bene come gestirlo, cosa ancora più evidente in Age of Ultron, ma avremo modo di riparlarne in futuro.

Avengers film first time assebled gif

Il Captain America di Chris Evans è ancora un po’ timido ma funziona. Peccato per l’orribile costume, il più brutto indossato dal personaggio in tutte le sue apparizioni. E ha avuto anche la calzamaglia fedele ai fumetti. Stesso discorso ma con un costume migliore per la Vedova Nera di Scarlett Johanson, decisamente più credibile nei panni della super spia rispetto al suo esordio in Iron Man 2.

Tom Hiddleston semplicemente perfetto e calato nella parte di Loki è protagonista di una delle sequenze più riuscite, mi riferisco al suo attacco a Stoccarda. Con quell’abito elegante e quel ghigno nel mio mondo ideale Hiddleston sarebbe stato il Joker perfetto. Sequenza a cui fa seguito il primo incontro/scontro tra i tre big degli Avengers, pura epicità.

Loki stoccarda gif

Non si può negare affatto che Avengers sia un titolo seminale per i cinecomics. C’è tutto ciò che dovrebbe fare un film del genere. Diverte, emoziona, dosa con sagacia l’approfondimento psicologico del cast con l’azione e non si perde in inutili destruction porn. Certo, la tentata invasione aliena lascia una scia di distruzione notevole ma gli eroi portano un bagliore di speranza, Whedon pone le basi per il futuro del MCU in pieno stile Marvel e non concludendo il tutto a tarallucci e vino come invece sostengono i detrattori. No, Avengers inizia a porre quesiti e dubbi sull’operato e la responsabilità che hanno questi supereroi.

Con questa formula Joss Whedon e i Marvel Studios conquistano definitivamente il pubblico e portano a casa il loro più grande successo al botteghino superando il milardo e mezzo di incassi, diventando il cinecomics più remunerativo di sempre. Fino a quel momento.

Avengers film poster

THE AVENGERS

  • Titolo originale: Marvel’s The Avengers
  • Regia: Joss Whedon
  • Sceneggiatura: Joss Whedon
  • Genere: supereroi, fantascienza, fantastico
  • Anno: 2012

Classificazione: 4.5 su 5.

Ciclo Marvel Cinematic Universe

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

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