Alita: Angelo della Battaglia (2019) – Recensione del film

Alita: Angelo della Battaglia (2019) – Recensione del film

Cinque anni fa, dopo una lunghissima gestazione, usciva nei cinema Alita: Angelo della Battaglia, l’adattamento cinematografico del celebre manga Battle Angel Alita (o Alita: l’Angelo della Battaglia) di Yukito Kishiro diretto da Robert Rodriguez.

Lunghissima perché la leggenda narra che James Cameron (produttore e sceneggiatore) si è interessato ad Alita da quando gliene parlò quel nerdone di Guillermo Del Toro. La Fox registrò il dominio dedicato al film nel 2000. Ci sono voluti quasi diciassette anni per avere il via e realizzarlo. Le riprese infatti sono iniziate a fine 2016 e si sono concluse a Febbraio 2017. La data di uscita venne fissata per l’estate del 2018 e infine rimandata ancora a Febbraio 2019, esattamente due anni dopo la fine delle riprese.

Il risultato ha ripagato la nostra lunga attesa?

Ogni qualvolta un manga viene adattato ad Hollywood la paura che questo venga tremendamente stravolto (diciamo così per non essere scurrili) è dietro l’angolo. Giusto con Ghost In The Shell son riusciti a tirare fuori un lavoro quasi decente sacrificando però buona parte del suo Ghost. E mi duole ammetterlo ma anche Alita ha subito in parte lo stesso destino. Eppure nonostante questo Rodriguez è riuscito a fare un buon lavoro.

La trama del film direi che ricopre pressapoco un terzo del manga originale, prendendo ispirazione anche dall’OAV del 1993, e prendendosi le sue libertà ogni qualvolta la trama lo richiede. O almeno questo è quello che credono Cameron e Laeta Kalogridis (sceneggiatori del film), ma non sempre è così. Certe “licenze” pesano non poco nell’economia del film, in particolare sul personaggio di Hugo, figura centrale nello svolgimento della storia. Hugo sogna di raggiungere Zalem e di lasciare “quello schifo di città” in cui abita ma non è che si sono impegnati poi più di tanto a motivarci il perché lui voglia lasciare la Città di Ferro.

Per i profani di Alita i protagonisti vivono in un posto davvero degradato. Non a caso non si parla di Città di Ferro ma di Città Discarica, perché effettivamente è una discarica Lì è dove finisce l’immondizia di Zalem, l’ultima grande città sospesa nel cielo. Invece nel film di Rodriguez tutto questo degrado non ci viene esattamente mostrato, se ne parla ma non si vede. A vedere la Città di Ferro dall’alto non sembra il massimo ma poi quando l’azione si sposta nelle strade sembra più di essere in una città mediorentale futuristica con l’aggiunta di cyberpunk qua e là.

Lo stesso vale per l’estetica dei personaggi. Hugo e compagni sono vestiti troppo bene per essere una manica di poveracci che vivono nel disagio e tirano a campare. La stessa cameretta di Alita è fin troppo bella. Viene naturale chiedersi perché muoia dalla voglia di andare a Zalem. Non basta ripetere una cosa per renderla credibile, questa è forse la più grande differenza con l’opera originale che finisce col tradirne lo spirito.

Anche il confronto tra Hugo e Zapan poteva e doveva essere gestito meglio

Qui più che in altre scene dovevano rispettare la storia originale.

Per chi è a digiuno dal manga questo potrebbe passare del tutto inosservato, per i più attenti invece potremmo definirlo solo una superficialità.

Per il resto Alita scorre bene nelle sue circa due orette di durata. Forse un po’ troppo orientato verso il lato teen drama lasciando da parte le parti più emotivamente coinvolgente del manga per rifilarci dei cliché più scontati (il rapporto paterno con Ido, la storia con Hugo). Ma tutto sommato la storia fila. E soprattutto le scene d’azione sono davvero una bomba, credibili e spettacolari. In particolare il Motorball, il durissimo sport che praticano nella Città Discarica di Ferro.

Sicuramente una versione edulcorata del manga, che è molto sanguinolento e splatter, e accessibile a tutti ma onestamente temevo peggio. Non si fanno troppi problemi a mostrare corpi tagliati a metà o teste mozzate. Certo il sangue è poco e quando si vede per lo più è verde o blu per via delle parti cibernetiche ma in fondo va benissimo così, nel film funziona alla grande.

I tanto chiacchierati occhioni della protagonista non sono un problema. Più che mangosa rendono la protagonista quasi una bambolina, cosa che in effetti è, e i più attenti avran notato che nei flashback non era la sola ad averli così. La domanda è: era necessario? Lasciare il volto dell’attrice, Rosa Salazar, forse avrebbe reso più coinvolgente ed emozionante la sua parte. Brava è stata brava ma questa CG appiccicata al suo volto (che a volte ahimè si vede proprio essere finta) non le rende giustizia. Purtroppo non è come un Andy Serkis nella parte di Cesare per intenderci.

Sacrificatissimi i villain della storia. Tra uno sprecatissimo Vector, interpretato da un altrettanto sprecatissimo Mahershala Ali che per quelle due cose che doveva fare non si è nemmeno impegnato, e i vary cyborg nemici. Spicca un po’ di più lo Zapan di Ed Skrein, fedele alla controparte cartacea, che mi piacerebbe rivedere in un ipotetico sequel.

Insomma tirando le conclusioni Alita: Angelo della Battaglia pur non rispettando del tutto lo spirito dell’opera originale riesce ad essere un buon pop corn movie di fantascienza con delle ottime sequenze d’azione. Consigliato a tutti, nella speranza che ne facciano un sequel per vedere come sapranno rimescolare la storia e se aggiusteranno il tiro qua e là., ma la vedo dura al box office.

Certo che se un film come Venom incassa tanto e ha il via libera per un sequel e questo no… forse c’è davvero qualcosa di sbagliato a questo mondo!

Alita Angelo della Battaglia

ALITA: ANGELO DELLA BATTAGLIA

  • Titolo originale: Alita: Battle Angel
  • Regia: Robert Rodriguez
  • Sceneggiatura: James Cameron, Laeta Kalogridis
  • Genere: fantascienza, cyberpunk
  • Anno: 2019

Classificazione: 3.5 su 5.

[Nota: versione riveduta e corretta di un articolo pubblicato in precedenza su Omniverso]

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

20 Risposte a “Alita: Angelo della Battaglia (2019) – Recensione del film”

  1. Le assurdità del boxoffice americano, questo al momento ha incassano pochetto, Aquaman (che ho trovato ben peggiore) ha incassato un botto..boh.. dispiace perché molte cose sono rimaste in sospeso

  2. Secondo me gli occhioni hanno una sua logica, ne parleremo perché ho finito il mio post ieri, quindi oggi sono libero di leggere commenti in rete, e sono molto felice di trovare il tuo qui sopra. Tanta roba nel finale, troppo roba nel finale, che risulta pasticciato, vero risulterà un film di fantascienza “Teen” purtroppo perché questo film avrebbe dovuto uscire molto ma molto prima, ma è andata così, James Cameron ci teneva a dirigerlo lui. Eppure io mi sono divertito, anzi vorrei un seguito, uno dei pochi casi di film moderno in cui esco dalla sala e ne vorrei ancora, anche se ho già letto il Manga, secondo me è un film che ha tutto per piacere a chi non conosce il personaggio.

    Ormai in occidente gli unici film che incassano sono quelli di super eroi, anche quando sono scarsi, spero che l’oriente vada giù di testa per questo film, d’altra parte hanno amato roba come “Warcraft”.

    No, Demi Moore non gli prende nemmeno la targa a Jennifer Connely, che qui si vede troppo poco, ma è sempre bellissima 😀 Cheers!

  3. Condivido ogni parola, sarebbe bastata una secchiata di sporcizia addosso a questi fighetti e a tutta la città per avere un film di un altro livello. Tutta questa pulizia dà fastidio in questa ambientazione.

  4. Di contro una grossa domanda mi è rimasta (me l’ha posta mia moglie).. ma come mai a tutta sta gente della Città di Ferro manca “pezzi”? Cioè di cyborg se ne vedono veramente parecchi.. Tranne gli amichetti di Alita, quelli sono interi

  5. Anche io, trailer e clip dopo trailer e clip, mi sono abituato agli occhioni.
    Diciamo che forse Hollywood ha trovato la formula giusta per adattare un manga… anche se sinceramente non se ne sente la necessità 🙂

    Moz-

  6. In realtà Alita ha spaccato al botteghino: solo nella prima settimana di programmazione ha già quasi ripagato il suo budget (è costato 170 milioni e ne ha incassati 137, fonte Box Office Mojo). Questo dato mi ha stupito, perché di norma i film che hanno avuto problemi di produzione vengono snobbati dagli spettatori. A mio giudizio è un errore, perché ci sta benissimo che nel mandare in porto un progetto complicato come quello di un film saltino fuori le beghe più disparate, quindi ci vorrebbe maggiore comprensione da parte del pubblico.
    E poi, non è affatto detto che un film dalla gestazione problematica debba per forza venir fuori una ciofeca: ad esempio, se leggi la pagina Wikipedia di Jane got a gun scoprirai che ha avuto tutte le traversie possibili e immaginabili, ma è un vero filmone.

    1. Mi spiace dirlo ma Alita non ha spaccato proprio niente, ad ora ha incassato miseramente 155 milioni, in cinque giorni dal tuo commento è salito di nemmeno 20, capirai che non è esattamente un buon auspicio. Qui in Italia ha debuttato timidamente ad un terzo posto, vedendosi sorpassare dalla commedia con Fabio De Luigi, con tutto rispetto per questa commedia da un blockbuster come Alita ci si aspetta un incasso ben maggiore.

      1. Notizia fresca fresca, ha incassato 60 milioni solo in Cina questo weekend portando l’incasso globale a 260 milioni. Sono ancora pochini per cantare vittoria, considerando che il budget lordo raggiungeva i 200 milioni, ma è un ottimo debutto. per un sequel deve come minimo raddoppiare l’incasso. Incrociamo le dita.

      2. Il cavallo buono si vede al traguardo: vedremo se a fine corsa i produttori di Alita vedranno premiato il loro (enorme) investimento. Colgo l’occasione per dirti che ho appena sfornato un nuovo post… spero che ti piaccia! 🙂

  7. Chissà James Cameron cosa ne avrebbe ricavato da questo film, il rimpianto maggiore è proprio quello.
    In verità io ho amato solo i primi sei numeri del manga, che poi abbandonai salvo riprenderlo negli ultimi otto volumi finali, ma già il fatto che la storia si concentri su quei primi capitoli mi fa venire voglia di vederlo.
    Penso di recuperarlo a breve.

  8. Appena visto al cinema!
    Film molto bello e coinvolgente, ho empatizzato un sacco con Alita e per metà del tempo ho pensato: ‘Porella!’
    Le battaglie nella locanda e nell’arena sono coinvolgenti e ben coreografate e ti portano a parteggiare per lei sia per i suoi grandi occhioni sia paradossalmente perché lei è quella più umana.
    I vari personaggi secondari sono tutti belli, anche se i miei preferiti sono Cherin e il dottore.
    Il mondo cyberpunk che mostra è stupendo, mi piace un sacco la città di metallo e le informazioni pregresse sono mostrate nei momenti giusti, come gli upgrade!

    Consigliatissimo!

  9. Un film miracoloso! Abbiamo assistito alla liquefazione del Sangue di San Gennaro, all’apparizione della Madonna a Lourdes, al raddrizzamento delle gambe agli storpi ed alla resurrezione dei morti… Rodriguez si è messo umilmente da parte (grazie!) per permettere al titano Cameron di regalarsi il suo sogno di adattamento del manga di Alita, che inseguiva sin dagli inizi della sua carriera anche televisiva, creando un film sontuoso che, al netto di tutte le pecche da te evidenziate (per altro, con quel tuo acume di osservazione, che ogni volta ti permette di segnare, come in un target da vero killer, i punti deboli di un film e che apprezzo moltissimo, anche quando sono in disaccordo con le tue conclusioni finali) è riuscito nel risultato assolutamente clamoroso di evitare lo stupro indegno che abitualmente gli USA fanno delle opere narrative orientali, come nell’imperdonabile Death Note e nello scandalosamente imbecille Ghost in the Shell (opere filmiche immonde, dove non era una parte dell’adattamento o un particolare della narrazione o qualche personaggio ad essere stato travisato, ma l’essenza stessa della storia, il suo significato profondo e la loro originalità).
    I difetti di questo film di Rodriguez e Cameron sono nulla in confronto al risultato di aver comunque rispettato lo spirito del manga originale (che ho letto, amato, consigliato e venduto ai miei clienti), come testimoniato anche dall’altissimo gradimento della pellicola fatto dall’autore del fumetto originale.

    In un momento in cui tutto il cinema action e fantascientifico americano è di fatto confluito nel mega calderone disneyano del cinema supereroistico (con l’apparente enorme successo di pubblico che sempre ha un genere quando in realtà ha già toccato il suo apice e sta cominciando lentamente a morire), questo film, pur assomigliandogli, è l’ennesima testimonianza di quanto sia geniale, libero, potente e creativamente mainstream James Cameron.

    1. Addirittura killer! Ti dirò, io Death Note nonostante tutti i suoi difetti e le differenze non l’ho trovato così malvagio, dimenticabile si. Ghost In The Shell non mi ha mai preso nemmeno nell’anime e nel manga, ma anche in quel caso non l’ho trovsto così malvagio, lo definirei solo banale.
      Mi spiace solo che Alita non stia decollando, per me recupererà qualcosa con l’home video ma la vedo terribilmente dura per un sequel e trovo sia un peccato, lasciando la storia così sa di inconclusivo.

  10. Per me è sporcizia.
    Un altra baggianata pg13 che affoga nella cgi e senza valore in termini di personaggi e storia.
    Lasciamo perdere lo stupro dell’opera originale….

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