The Mandalorian stagione 3 – Recensione

The Mandalorian stagione 3 – Recensione

The Mandalorian stagione 3, la recensione della serie live action creata da Jon Favreau ispirata al mondo di Star Wars in straming su Disney+.

The MAHndalorian

La terza stagione di The Mandalorian non ha esattamente brillato. Abbandona la struttura da serial procedurale per concentrarsi maggiormente su una narrazione orizzontale più stretta, che è un bene, ma sono solo gli ultimi due episodi ad alzare l’asticella dopo ben sei episodi dove il tutto sembra girare a vuoto.

Soffre degli stessi problemi narrativi di Obi-Wan Kenobi ma non siamo di fronte ad un disastro del genere. Una sempre ottima regia e un buon ritmo compensano abbondantemente episodi essenzialmente morti, dove la storia viene portata avanti con il contagocce. Anche quando non succede niente tutto sommato Favreau e soci riescono a distrarci da tutto il resto, divertono e intrattengono. Diciamo che riescono a tener lontani gli sbadigli. Vogliamo parlare di Carl Weathers che nell’episodio 3×04 rifà Iron Man? Alcune sequenze dei Mandaloriani in volo sono prese pari pari dal film di Favreau.

Ma poi a mente fredda, esaurito l’entusiasmo della visione, rimane ben poco e una sensazione anche di presa in giro, tra un maccosa? e l’altro.

Su altre testate ho letto che questa terza stagione è inferiore alla precedente. Personalmente non sono d’accordo, il problema è che nemmeno con la seconda sono riusciti a replicare quanto fatto con la prima. Semplice, efficace, affascinante, con frasi divenute in breve tempo iconiche. La seconda stagione per forza di cose ha perso il fattore novità.
Inoltre tra gli aspetti che rendevano, sempre secondo questa testata, la seconda stagione superiore ci sono i vari cameo e le comparsate di altri personaggi di Star Wars. Possiamo anche chiamarlo fan service, perché no. E la seconda stagione ne era pieno zeppo. Ahsoka, Luke Skywalker, Bo-Katan su tutto. Ma se la riuscita di una serie, o di qualsiasi altro prodotto, si deve basare su comparsate e fan service è lecito pensare che forse il titolo in questione in fondo ha ben poco da dire. Se no per lo stesso principio The Book of Boba Fett è da considerare un capolavoro.

Non mancano però strizzate d’occhio ad altre serie, vedi alla voce Zeb, e special guest. Come Christopher Lloyd nella puntata 3×06 intitolata Mercenari, che torna brevemente anche alle avventure tipiche delle precedenti stagioni. Episodio che però ha diviso ulteriormente il pubblico, tra chi ha amato la puntata e chi l’ha odiata per i medesimi motivi.

Team che vince non cambia. O forse no?

Alla fine della seconda stagione Din Djarin lascia il piccolo Grogu tra le mani di Luke Skywalker, intenzionato a insegnarli le vie della forza. La missione del mercenario dal cuore d’oro si è conclusa. Ma come visto in The Book of Boba Fett l’addestramento di Baby Yoda si riduce ad una specie di weekend in campeggio, Grogu torna da Din e tutto torna alla normalità.

Questo mi aveva lasciato non poche perplessità. Temevo che in qualche modo il suo immediato ritorno avrebbe intaccato la narrazione, e mi spiace ammetterlo ma i miei timori si sono rivelati fondati. L’arco narrativo di entrambi i personaggi sembrava concluso ma se a Din Djarin sono riusciti a dare una nuova ragion d’essere con il piccolo Grogu non sono riusciti a fare altrettanto. Grogu è ridotto ad una mascotte, continua ad essere sempre e solo un esserino carino che fa le faccette e intenerisce il pubblico, e all’occasione diventa il deus ex machina per togliere dall’impiccio i protagonisti in carne ed ossa. Non riesco nemmeno ad unirmi al coro di entusiasmo, a mio parere eccessivo, per il flashback che ci rivela come si è salvato dalla purga dei Jedi. Flashback che trovo veramente buttato lì a casaccio dal momento che nel corso della stagione non si è più tornati sull’argomento.

Azzecchi il cattivo e…

La terza stagione di The Mandalorian vede anche il ritorno di Moff Gideon, interpretato da un sempre grande Giancarlo Esposito, come villain principale. Gideon nei pochi episodi in cui compare si dimostra subito un personaggio carismatico. Senza troppi giri di parole è merito suo e degli ultimi due episodi se questa stagione si salva da una sufficienza scarsa. Dubbi rimasti irrisolti sin dalla prima stagione trovano finalmente una risposta, altre cose rimangono invece in sospeso. In ogni caso la battaglia finale che vede i Mandaloriani da una parte e l’Impero dall’altra è semplicemente spettacolare.

Verdetto

The Mandalorian 3 si regge essenzialmente grazie agli episodi finali, che forse avrebbero funzionato anche da soli, con qualche dettaglio preso dai precedenti episodi e montati come un film, e ad un villain azzeccato ma pur sempre sprecato. Sicuramente gli autori devono capire una volta per tutte cosa farne veramente di questo strano duo, se no il giochino rischia di rompersi e non so quanto il divertimento e le faccette di Baby Yoda possano ancora bastare prima che il pubblico si stufi.

Classificazione: 3.5 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

Una risposta a “The Mandalorian stagione 3 – Recensione”

  1. Ho il post in rampa di lancio dalle mie parti, ma simoa perfettamente d’accordo, un gran cattivo e un buonissimo finale non può salvare una stagione iniziata con il freno a mano tirato, ma almeno possono risollevarla. Ora le premesse per una stagione quattro, sono molto migliori, ma devono lasciarsi alle spalle la sciatteria delle prime puntate di questa stagione zoppa. Cheers!

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