Street Fighter: Assassin’s Fist – Il miglior live action di Street Fighter?

Street Fighter: Assassin’s Fist – Il miglior live action di Street Fighter?

Recensione della webserie Street Fighter: Assassin’s Fist

Street Fighter: Legacy

Nel 2010 sul web esce il cortometraggio Street Fighter: Legacy, l’idea è dell’attore, regista e artista marziale Joey Ansah e del modello e artista marziale Christian Howard. Il primo in precedenza aveva lavorato in diversi film come Batman Begins e The Bourne Ultimatum, il secondo a progetti minori.
Nel cortometraggio, diretto da Ansah e Owen Trevor, vediamo alcune immagini di Akuma, interpretato Ansah stesso, e soprattutto l’eterno duello tra Ryu e Ken, interpretati rispettivamente da Jon Foo (il Jin Kazama del film di Tekken) e Christian Howard, a suon di karate e delle iconiche mosse speciali del videogame.
Legacy non fu un prodotto ufficiale ma Ansah e compagnia ebbero il benestare della Capcom. Potete guardare Street Fighter Legacy nel video qui sotto.

Il cortometraggio ebbe un buon successo, tanto da permettere di portare avanti il progetto. Questa volta in maniera ufficiale con Capcom che concesse i diritti ai creatori. Parte così una campagna crowfunding su Kickstarter ben presto annullata grazie a finanziamenti derivati da privati.

Street Fighter: Assassin’s Fist

Street Fighter: Assassin’s Fist approda sul canale YouTube Machinima, lo stesso su cui vennero pubblicati Transformers: Prime Wars Trilogy e Mortal Kombat: Legacy. Inizialmente con dodici episodi di una decina di minuti ciascuno, poi editati in sei episodi nel classico formato da serie tv da circa 20 minuti ciascuno. Per l’edizione televisiva venne fatto un montaggio quasi cinematografico ridotto a 105 minuti. Infine una versione home video di circa due ore e mezza, che è quello a cui farò riferimento.

Alla regia ritroviamo Joey Ansah, che ha scritto tutti gli episodi con Christian Howard. Nel cast lo stesso Ansah che riprende il ruolo di Gouki/Akuma e Christian Howard riprende i panni di Ken. Jon Foo invece era impegnato per cui venne sostituito da Mike Moh, il Bruce Lee di C’era una volta ad Hollywood di Tarantino nonché Triton nella serie tv Marvel’s Inhumans. Completano il cast Akira Toiyeama nella parte del maestro Gouken, Mark Keelen nella parte del padre di Ken e il “nostro” Hal Yamanouchi nella parte di Senzo (lo ricorderete nel film Wolverine: l’immortale)

Street Fghter: Assassin’s Fist è arrivata anche doppiata in italiano su Netflix e su Rai 4. Inutile che lo cerchiate su Netflix, non è più disponibile da tempo.

La trama

La storia di Assassin’s Fist si concentra sull’addestramento di Ryu e Ken presso il maestro Gouken nel padroneggiare le tecniche dell’Ansatsuken, ovvero il pugno assassino da cui deriva il titolo, per diventare dei veri guerrieri. La narrazione alterna passato e presente, mostrandoci anche come si sono conosciuti i piccoli Ryu e Ken ma soprattutto il passato di Gouken e suo fratello Gouki presso il maestro Gotetsu, in una sorta di parallelismo tra le due coppie di allievi. In entrambi i casi uno dei due si rivela troppo ansioso di conoscere i segreti dell’Hado, ma con esiti totalmente differenti. Nel caso di Gouki portadolo verso un cammino oscuro consumato dal Satsui no Hado. Non vado oltre per non svelare ulteriormente la trama, anche se i fan della serie la conosceranno molto bene.

Il miglior live action di Street Fighter?

Pur prendendosi le sue libertà narrative e gli evidenti limiti dovuti al budget, Assassin’s Fist, a differenza dei due film cinematografici, è l’adattamento live-action più riuscito e fedele ai videogiochi di Street Fighter. Le libertà narrative riguardano il mettere la pulce nell’orecchio dei fan su un particolare legame tra Ryu e Gouki/Akuma. In realtà la cosa venne già affrontata in qualche modo in Street Fighter Alpha: The Animation del 2000. Sempre dalla serie Alpha trae la sua ispirazione estetica, con Ryu con la fascia bianca in testa e Ken con i capelli lunghi e legati.
La scelta di concentrarsi su un gruppo ristretto di personaggi si rivela vincente. La scrittura dei personaggi è ottima seppur la narrazione risulti piuttosto semplice, ma sempre più efficace di qualsiasi altra versione vista finora. (tipo quella in cui una storia di arti marziali diventa la lotta degli americani per liberare lo stato dominato dal dittatore di turno ed esportare la democrazia).

Le scene d’azione sono realizzate discretamente bene, anche in questo caso la fedeltà è notevole, nelle pose, nelle tecniche usate, la cosa che salta veramente all’occhio è che tutti i protagonisti sanno cosa stanno facendo, conoscono le arti marziali, sono credibili nei combattimenti e sanno come girare un combattimento, cosa che in molti film d’azione e di arti marziali Hollywoodiani non sanno minimamente fare, basti pensare al film di Tekken.

Conclusioni

Visto a puntate forse ne giova un po’, nel caso della versione home video seppur la storia è interessante e ben realizzata le due ore e mezza di visione vengono percepite come Avatar e tutti i suoi seguiti messi insieme, forse un taglio qua e la e un montaggio veramente cinematografico avrebbero alleggerito la visione, mentre i 105 minuti della versione televisiva forse sono fin troppo pochi.

In ogni caso si tratta di un prodotto veramente valido e soprattutto realizzato con cuore, cosa non scontata in un operazione del genere, una buona dose di fan service, la citazione a Dan farà sorridere sicuramente i veri fan, e il cast è molto valido, anche se Howard e Moh sono i soliti trentenni che interpretano dei ventenni, o forse pure meno.

Purtroppo il canale Machinima è stato chiuso nel 2019 e non risulta traccia di un edizione italiana del DVD. In compenso è possibile vedere Street Fighter: Assassin’s Fist integralmente su YouTube grazie a qualche utente che ha caricato il film.

Classificazione: 3.5 su 5.

HERE COMES A NEW CHALLENGER >> STREET FIGHTER X TEKKEN

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Polemista. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Amante del buon fumetto since 1994.

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