Masters of the Universe: Revelation (2021) – Recensione

Masters of the Universe: Revelation (2021) – Recensione

Ad una settimana dall’uscita di Revolution su Netflix facciamo un passo indietro nel tempo per fare due chiacchiere su Masters of the Universe: Revelation.

La serie che doveva ridare lustro ai MOTU dopo la “delusione” da parte del fandom per il reboot di She-Ra (che, al di là dei vari cambi etnici, sessuali e stravolgimenti generali della storia è una bellissima serie) ma che alla sua uscita è riuscita a fare infuriare ancora di più i fan dei MOTU.

Masters of the Universe: Revelation è una serie fortemente voluta da quel nerdone di Kevin Smith come sequel spirituale della serie classica della Filmation. Spirituale perché pur rifacendosi ai look visti in quel mega spottone per i giocattoli con tanto di pistolotto morale per bambini è qualcosa di diverso. La serie classica Filmation non aveva realmente una trama a cui appigliarsi e i toni erano completamente diversi, seppur alcuni episodi trattavano temi piuttosto seri.

Inoltre Revelation pare ignorare She-Ra: Princess of Power, la serie classica si intende, mentre sicuramente ignora gli eventi di The New Adventures of He-Man. L’intento è trasportare quei personaggi in un contesto narrativo più moderno e adulto, meno edulcorato e puro. Ed elevarli ad un nuovo livello che vada oltre il canovaccio che vedeva Skeletor fare cose da vero malvagio dei cartoni anni ’80, Adam trasformarsi in He-Man e far fare una figura di melma al villanzone, pistolotto finale e sigla, in un loop infinito. Ok, nel 2002 i MOTU furono protagonisti di uno sfortunato reboot ma Kevin Smith voleva dare un seguito – spirituale, lo ribadisco – a quelli classici.

Masters of the Universe: Revelation esce su Netflix nel corso del 2021 divisa in due blocchi da cinque episodi ciascuno. La prima parte nel Luglio 2021 mentre la seconda a Novembre dello stesso anno.

La prima parte

Masters of the Universe Revelation

La serie si apre con l’investitura di Teela, storica compagna d’avventure di He-Man, al titolo di Man-At-Arms. Purtroppo i nostri non hanno tempo di festeggiare perché Skeletor attacca il Castello di Grayskull, intenzionato a mettere fine una volta per tutte a questa faida infinita. Segue un epica battaglia finale tra i due storici rivali che creerà un vuoto inaspettato.
Questo episodio permette di andare oltre il concept della serie originale mostrandoci un Eternia senza Skeletor e He-Man e fortemente cambiata dall’assenza di magia. Un Eternia in cui i personaggi sono inevitabilmente andati avanti.

L’assenza del protagonista è l’espediente ideale per concentrarsi sugli altri personaggi della serie. In particolare Revelation si concentra su Teela, unico personaggio del team principale a non conoscere la verità sull’identità di He-Man. Da qui il tema della rivelazione del sottotitolo (ma non solo). Pur rimanendo una serie corale in cui tutti i protagonisti giocano un ruolo fondamentale in quello che essenzialmente è il classico cammino dell’eroe, mischiando le carte in tavola e proponendoci alleanze impensabili all’epoca.

La seconda parte e l’incidente di percorso di Evil-Lyn

Masters of the Universe: Revelation part 2 Netflix anime series

La prima parte di Revelation ha provocato nel fandom un po’ di malumore, derivato soprattutto da un discorso di Evil-Lyn sul suo rapporto con Skeletor. Personalmente non lo trovai così fuori luogo. Dopotutto era passato del tempo e i personaggi avevano avuto modo di rivedere un po’ il loro ruolo all’interno del grande affresco di Eternia.

Nella seconda, mi spiace proprio dirlo, la scrittura di Evil-Lyn demolisce qualsiasi speranza, è indifendibile.

Sembra che Kevin Smith non sapesse bene dove andare a parare con il personaggio. A metà tra una sorta di Harley Quinn di Mad Love e l’Harley Quinn #MeToo del reboot DC. Prima gelosa del fatto che a Skeletor interessi principalmente eliminare He-Man, esattamente come Joker ha sempre in testa Batman. E poi parte con il pistolotto sugli abusi e i maltrattamenti, verbali e non, da parte di Skeletor.

Ci eravamo lasciati con Skeletor in possesso della spada e del potere di Greyskull e trasformato in un autonominatosi Skelegod. Segue una battaglia che Dragon Ball spostati proprio e alla fine il potere viene rubato da Evil-Lyn che inaspettatamente diventa la vera antagonista di Revelation. Che ci sta anche, e alla grande aggiungerei, ma non scritta così.

Si torna prima alla gelosia e poi alla presa di coscienza sui presunti abusi, dico presunti perché qua si sta parlando di uno che ha un teschio al posto della faccia e che essenzialmente maltratta tutti indistintamente perché se fosse sfuggito a qualcuno è malvagio. Fa un po’ ridere che tutto sto pistolotto venga fatto per un altro personaggio che si fa chiamare Evil-Lyn. E fa ancora più ridere che a farle capire che non deve essere più sottomessa è Beast-Man, il lacché per eccellenza di Skeletor che ha passato una vita a subire i maltrattamenti, verbali e non, prima da Skeletor e poi da Evil-Lyn stessa, ma continuando a seguirla come un cagnolino.

C’è un enorme problema di scrittura e non è tanto nel messaggio che si vuole dare ma come al solito sta alla base, nei personaggi scelti per veicolare questo messaggio e della retorica anche un po’ ipocrita che poi si portano dietro, Evil-Lyn maltrattata è sbagliato ma se lo è Beast-Man chissenefrega? In tutto ciò c’è di buono che un personaggio come Beast-Man guadagna finalmente una personalità.

A sto punto in campo supereroistico sarebbe più coraggioso da parte di gente come Kevin Smith scrivere storie in cui finalmente le donne di personaggi come Daredevil e Green Arrow, tra l’altro entrambi in passato scritti proprio da Smith, sbattono la porta in faccia a questi sedicenti supereroi pronti a fare loro le corna appena vedono un altra. Dopotutto anche quello è una sorta di relazione tossica. E invece solo perché sono i buoni non viene mai affrontato l’argomento come si deve, la cosa viene liquidata con semplicità al massimo facendo mollare momentaneamente l’eroe di turno mentre sotto sotto gli autori quasi si compiacciono. Il nostro eroe avrà sbagliato ma è pur sempre un altra stellina sulla cintura da vero bomber, no?

Tornando a Revelation e mettendo Evil-Lyn da parte c’è da ammettere che è l’intero secondo blocco di episodi ad essere meno convincente rispetto alla prima parte. Un po’ per forza di cose dal momento che la storia andava verso la conclusione, un po’ per svogliatezza nella scrittura. Il ritorno di Adam fa sì che l’eroe principale torni sotto i riflettori ma senza togliere spazio a Teela, Duncan e co., ma allo stesso tempo non si è riusciti a dare giustizia agli altri personaggi che rimangono delle mere comparse. La fine a cui vanno incontro Clamp Champ e Fisto è ignobile se paragonata a quanto succede a Roboto e Orko, che rimangono forse i momenti più alti dell’intero progetto. Così come è ignobile e al livello di una qualsiasi sconfitta del Team Rocket l’epilogo dello scontro tra He-Man e Skeletor.

Conclusioni

Nel complesso per quanto mi riguarda Masters of the Universe: Revelation è stato quello che War for Cybertron con il doppio degli episodi non è riuscito ad essere per i Transformers. Una rilettura di un classico della nostra infanzia ma adatto ad un pubblico di ex bambini ormai intorno alla quarantina, anno più, anno meno. Con personaggi finalmente tridimensionali e umani, non più solo macchiette e marchette per venderci solo giocattoli. Perché comunque i giocattoli ce li vogliono vendere anche oggi con tutti questi nuovi look e design. E una trama orizzontale con qualcosa da raccontare veramente, nonostante alcuni scivoloni, piena di momenti epici, nostalgici e anche commoventi, e si, tanto fan service.
Tra gli aspetti negativi cito giusto una pessima CGI utilizzata per i mezzi di trasporto che mal si integra con il resto delle animazioni.

Masters Universe Revelation

MASTERS OF THE UNIVERSE: REVELATION

  • Creata da: Kevin Smith
  • Studio d’animazione: DR Movies, Powerhouse Animation Studios.
  • Genere: fantasy, fantascienza, supereroi
  • Anno: 2021
  • Episodi: 10

Classificazione: 3.5 su 5.

[Nota: versione riveduta e corretta degli articoli pubblicati in precedenza su Omniverso]

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

5 Risposte a “Masters of the Universe: Revelation (2021) – Recensione”

  1. D’accordo in tutto, compresa la sensazione di fastidio per l’evoluzione schizofrenica di molti personaggi. Le riscritture ci stanno, sono uno di quelli a cui il reboot di She-Ra è piaciuto tantissimo, e mi è piaciuta pure la serie in CGI per bambini, ma qui è proprio un problema di scrittura. Sembra una storia scritta da molti autori diversi che non si sono messi d’accordo prima.

  2. Pensa che io invece ho preferito war for Cybertron, forse proprio per il numero di episodi, forse perché i personaggi sono meno schizofrenici.
    Non si capisce nemmeno le ragioni del divorzio della regina visto che proprio la morte di Heman da a re Randor finalmente modo di aprire gli occhi.
    La roba paradiso inferno collegati da una scala è stata pietosa.

  3. Revelation non mi è dispiaciuto, ha alcune cose carine (che suona tanto “ha fatto pure cose buone”) ma avrebbe potuto essere davvero molto migliore.
    La dichiarazione di fare un seguito adulto è demenziale, specialmente se per adulto intendi “Evil-Lyn seduce Skeletor in modo demenziale, facendogli fare la figura del babbeo” e sfido chiunque a dire che l’esito di quella scena fosse imprevedibile.
    Poi: vuoi cambiare protagonista? Va bene, ma proprio quella rompiballe di Teela? Ammetto che la reggevo poco pure nella serie classica, ma in Revelation le avrei sputato in faccia per 2/3 della storia – soprattutto quando ha fatto la scenata perché tutti conoscevano lo sporco segretuccio di Adam, paragonando il suo fastidio per aver fatto la figura della babbea al dolore
    [Spoiler]

    dei genitori, che hanno perso un figlio e, per motivi non del tutto chiari, il loro matrimonio.
    Ecco, in questo senso, Teela mi è parsa più scazzata per essere stata gabbata persino da chi il segreto lo ha intuito per conto proprio, che per la morte dell’amico-potenziale interesse amoroso.

    [Fine spoiler]

    Ci sarebbero altre cazzatine, compresa una scena in cui un tipo di sfondo, dopo il fattaccio, ha un problema al braccio, ma durante il combattimento, il braccio torna normale per qualche secondo e poi ridiventa problematico (era un braccio meccanico e/o mozzato, mo’ non ricordo).
    Inaccettabile che Skeletor non riconosca il simbolo di Hordak, alla fine, visto che era sul suo libro paga pure nella serie classica, prima di mollarlo per mettersi in proprio!

    Ho apprezzato molto, invece, la supercazzola filosofica sull’universo, Teela che cambia le regole di gestione di Grayskull e l’inaspettata glorificazione di Orko, più qualche altra cosa qua e là.
    Ma certo non lo definirei un seguito spirituale, ha troppi problemi per gli errori mostruosi nel rispetto della mitologia dei MOTU, risultando persino più colabrodo del canone con un numero minore di puntate.
    Non siamo al livello di massacro tolkeniano perpetrato da Anelli del potere, ma aembra che messer Smith si sia scordato di fare un ripasso del materiale di partenza.
    In compenso, qualche elemento carino ce lo vedrei bene, a entrare nel colabr… nel canone ^^

    Ultime fregnacce, sulle altre serie citate:
    La serie del 2000 e spicci l’avrei usata come base ufficiale del canone, era molto carina (nell’ambito delle storie avventurose per giuovini). She-Ra di Netflix non era niente male, uno dei rari casi in cui Netflix è riuscita a fare girl power senza misandria.
    La serie in computer grafica dei MOTU, sempre su Netflix, mi è piaciuta pure lei; peccato che non proseguirà, c’era il potenziale per sviluppi interessanti, ma ho apprezzato che non sia stata semplicemente interrotta, è arrivata a un punto in cui quel passaggio della storia sì è concluso in modo dignitoso, tutti hanno avuto le loro evoluzioni di carattere, bene così.

    1. Chiaramente adulto non è inteso in quel senso ma nell’abbandonare le ingenuità e le cose infantili della serie Filmation, e senza sfociare per forza nella violenza e nella sessualità esplicita.
      Revelaton non è un sequel diretto, quindi sequel spirituale è più che adatto. Un canone vero e proprio nei MOTU non esiste, ogni serie ha un proprio canone interno, ci stanno le modifiche, poi che possano piacere o meno è un altro discorso. Nessuna contraddizione per Skeletor, il simbolo di Hordak viene mostrato solo dopo che Skeletor viene contagiato dalla Scheda Madre.
      Per quanto riguarda Teela penso siano i suoi sentimenti non detti verso Adam la causa reale della sua reazione, ma non si può negare che sia stata gestita male e ci faccia solo la figura della str***a.

  4. Ho riguardato la scena finale e hai ragione, ricordavo male: il simbolo di Hordak viene mostrato dopo.
    Riguardo al canone colabrodo, il problema è che inizialmente Revelation era pensata per essere in continuità con la serie classica, solo con un tono più maturo, ma poi è andata per una sua direzione -misteri di Smith e della produzione! – e questo non le ha giovato.
    A questo punto, avrebbe aiutato che alterassero di più l’aspetto di certi personaggi o di alcuni oggetti, avrebbe staccato maggiormente Revelation dalla serie classica, e diciamolo, i nerdoni affezionati alla serie l’avrebbero vista pure se He-Man avesse indossato lo smoking, e solo una parte lo avrebbe fatto per lamentarsi XD

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