Echo (2024) – Recensione della serie Marvel Studios

Echo (2024) – Recensione della serie Marvel Studios

Lo scorso 9 Gennaio è approdata su Disney+ Echo, l’ultimissima nuova serie Marvel Studios di cui sembrava non importasse a nessuno.

Tanto che Disney stessa, dopo i disastri dell’ultimo periodo (eccetto Loki, almeno in termini di accoglienza), per la prima volta ha rilasciato la serie in un unica soluzione. E non solo, per l’occasione han tirato fuori dal cilindro un nuovo marchio chiamato Marvel Spotlight. In realtà non è il primo marchio creato ad HOC per Disney+, ma abbiamo visto come è finita per i Marvel Studios Special Presentations. Purtroppo aggiungerei.

Il marchio Spotlight è anche una furbata per diversificare ulteriormente il prodotto in quel grande affresco che è il Marvel Cinematic Universe. Il personaggio di Maya Lopez è apparso per la prima volta in Hawkeye come sicario di Wilson Fisk, ve la faccio semplicissima per evitare il più possibile spoiler. Wilson Fisk che era già apparso sempre con il volto di Vincent D’Onofrio in Daredevil, il che ha portato la Marvel a porsi un quesito a cui ha finalmente deciso di dare una risposta. Le serie Netflix sono ufficialmente canoniche, o meglio, sono tornate ad essere canoniche. Anche se sicuramente alcune cose verranno ignorate mentre altre subiranno delle retcon. È il magico mondo dei supereroi, nei fumetti cose del genere sono all’ordine del giorno, era solo questione di tempo che si iniziasse a farlo nei live action.

Quindi Echo, sulla carta, voleva riportarci alle atmosfere di Daredevil, che non manca di fare una comparsata nel primo episodio che altro non è che un riassuntone di quanto riguarda Maya in Hawkeye. Quindi più realismo, più violenza esplicita (senza scadere nello splatter, non è la sede giusta) e cura nelle sequenze d’azione. Ma ripeto, sulla carta.

Echo Marvel
Un buon motivo per guardare Echo.

Nei fatti, a parte il primo episodio dove l’azione sembra scimmiottare il famoso piano sequenza di Daredevil, il tutto risulta molto confuso. Se non giusto per la violenza, il sangue c’è e non fanno niente per nasconderlo, il che ci porta a domandarci se forse non era meglio farlo già all’epoca con Moon Knight. Non che il risultato finale sarebbe cambiato, ed Echo lo dimostra ampiamente.

Non me la sento di bocciare in toto Echo. Sono solo cinque episodi e si lascia guardare, nonostante si avverta mostruosamente che sia stata vittima di tagli.

Dopo il riassuntone del primo episodio ritroviamo Maya in viaggio verso la sua città di origine dove risiede la sua famiglia che non vede da circa vent’anni. Giustamente credi di aver ucciso il più grande boss malavitoso di New York e te ne torni al paesello trascinandoti dietro un bersaglio grosso come una casa. Non esattamente la cosa più sensata da fare.

La famiglia di Maya si porta dietro questi legami con la criminalità da tempo, e la cosa ovviamente non piace alla nonna. Essenzialmente la serie si apre con Maya intenzionata a diventare il nuovo Kingpin, per poi trasformarsi lentamente in una storia di vendetta in cui per salvare la famiglia che lei stessa ha messo in pericolo deve eliminare tutti i criminali che il redivivo Fisk le manda dietro. Il tutto tra uno sguardo di disapprovazione e l’altro della nonna.

echo marvel

Ma tutto è bene ciò che finisce bene, per loro, mica per noi che guardiamo. Maya ha i superpoteri, è una prescelta e porta dentro di se tutte le antenate della loro famiglia. Ad occhio e croce cinque in circa 3000 anni, forse avevano finito i soldi per altre comparse. Il che ci porta ad un confronto finale anti climatico e ad alcune sequenze action piuttosto imbarazzanti che fanno rimpiangere il primo episodio. E quindi tutto bene, tutto dimenticato, baci e abbracci e le si perdona tutto. Forse era meglio lasciare il personaggio alla semplicità della controparte fumettistica ed evitare tutto il discorso dell’eco degli antenati.

Il tutto senza uno straccio di reale percorso che faccia cambiare il personaggio, che la porti a cambiare vita. Semplicemente nel primo episodio abbiamo Maya e nell’ultimo abbiamo Maya con i superpoteri.

Tutto sommato mi sono divertito, che è già qualcosa -anzi un semi miracolo- rispetto agli ultimi titoli Marvel Studios, ma mi domando cosa la renda ora diversa da un Punisher per esempio? Probabilmente le hanno cambiato i poteri per prendere due piccioni con una fava. Evitare un inutile paragone con Taskmaster, visto in Black Widow, e strizzare l’occhio alla comunità dei nativi americani. Eppure ora ci troviamo tra le mani un personaggio che non sappiamo se sarà un vigilante intento ad eliminare il crimine o un eroe. L’importante è festeggiare con la famiglia nemmeno fossimo in un nuovo capitolo di Fast and Furious.

Insomma, bene ma non benissimo. Echo inaspettatamente è la serie più vista su Disney+ nel momento in cui scrivo, quindi tanto male non è andata. Ma in fin dei conti sembra che del personaggio continui a non importare realmente a nessuno. Anche perché il Wilson Fisk di Vincent D’Onofrio ruba letteralmente la scena a tutti.
Almeno abbiamo potuto rivedere in azione il Daredevil di Charlie Cox, cosa sempre buona e giusta.

Echo Marvel

ECHO

  • Titolo originale: Echo
  • Creata da: Marion Dayre
  • Regia: Sydney Freeland, Catriona McKenzie
  • Sceneggiatura: Marion Dayre e AA.VV.
  • Genere: azione, crime, supereroi
  • Episodi 5
  • Anno: 2024

Classificazione: 3 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

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