L’Uomo d’Acciaio (2013) – Dieci anni per il film di Zack Snyder

L’Uomo d’Acciaio (2013) – Dieci anni per il film di Zack Snyder

Nei giorni scorsi L’Uomo d’Acciaio di Zack Snyder ha compiuto 10 anni. Il film che provava a rilanciare definitivamente Superman nell’era dei cinecomics, il primo tassello del futuro DC Extended Universe, solo che ancora non lo sapevamo. Nel senso che non lo sapevano nemmeno alla Warner Bros. Un universo cinematografico condiviso, sulla falsariga della concorrenza, che abbiamo visto nascere e morire tra mille critiche e altrettante polemiche.

Per l’esattezza L’Uomo d’Acciaio debuttava nelle sale statunitensi il 14 Giugno 2013, in Italia sarebbe uscito qualche giorno dopo.

Tutto nascerebbe da un idea dello sceneggiatore David S. Goyer (trilogia di Blade) discussa durante la lavorazione di The Dark Knight Rises. L’idea di Goyer piacque a Christopher Nolan che la propose allo studio e così venne assunto come produttore.

“Molte persone si sono avvicinate a Superman in modi diversi. Io so solo la maniera che ha funzionato al meglio per noi, che è quella che applicherò per il film. Il mio Batman vive in un mondo nel quale sa di essere l’unico supereroe, e il nostro Uomo d’Acciaio avrà lo stesso approccio. Ciascuno dei due ha una logica interna, nella storia. Non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro”

E invece no, caro Chris. Non è andata esattamente così, ma avremo modo di riparlarne in futuro.

Dopo tutta una serie di rumors su potenziali registi la scelta cade su Zack Snyder, il regista che aveva già portato al cinema graphic novel di successo come 300 e Watchmen.

uomo d'acciaio

Sin dall’inizio del film l’estetica, agli antipodi rispetto a quella che il pubblico si ricordava dal film di Donner, è una dichiarazione d’intenti da parte di Snyder, Goyer e Nolan su quello che è il loro approccio con il personaggio.
Il bianco asettico del Superman di Donner e il suo Krypton quasi utopico lasciano spazio ad una sorta di distopia caratterizzata da colori scuri e da un architettura di Gigeriana memoria.

La storia, a partire dal titolo, strizza l’occhio a L’Uomo D’Acciaio di John Byrne, in particolare per quanto riguarda l’inizio e la distruzione di Krypton, con le nascite controllate artificialmente e il piccolo Kal-El frutto di un concepimento naturale andando contro ogni regola. Sto semplificando la cosa, non è esattamente così. Aggiungeteci un po’ di Superman: Terra Uno di Joseph M. Straczynski e il gioco è fatto.

Ma è solo un punto di riferimento per questa nuova versione molto personale del personaggio, simile ma anche distante da quello originale. Ma personale per chi? Per Snyder? A cui oggi viene dato il (de)merito di aver ideato questo universo. O per Goyer? Che questa versione l’ha pensata veramente? Non ho una smisurata simpatia per Goyer ma forse non gli viene riconosciuto abbastanza il suo merito per questo film mentre a Snyder viene attribuito eccessivamente.

Indipendentemente dai meriti e dalla fedeltà al materiale originale, nel bene e nel male questa è la loro versione del personaggio, è una scelta che apprezzo e accetto, perché se no sarei ipocrita ad accettare e apprezzare i Guardiani della Galassia di Gunn, tra i primi che mi vengono in mente. Ma lo ripeto: nel bene e nel male.

Ma devo ammettere che rivederlo nuovamente a distanza di così tanti anni è stato meglio del previsto. L’ho visto con un occhio e una maturità diversa, tanto da farmelo rivalutare in positivo quanto basta. Visto con più distacco rispetto all’epoca, in cui lo stile cupo e serioso alla Nolan sembrava l’unico approccio possibile in risposta ai Marvel Studios, causando anche un grosso fraintendimento tra i fans convinti che la DC Comics fosse “adulta” rispetto alla concorrenza. A partire dai fumetti. Grosso errore.

La prima parte del film funziona, certo bisogna fare uno sforzo notevole per non pensare al personaggio solare e positivo visto nelle versioni precedenti, ma funziona. Questo Clark Kent errante che aiuta le persone ovunque si fermi, come una sorta di angelo custode che aiuta i bisognosi e sparisce nell’anonimato in cerca di un nuovo posto. Vederlo allontanarsi zaino in spalla lungo la strada con quell’aria malinconica ha fatto pensare solo a me alla serie tv L’Incredibile Hulk?
La scena in cui se la vede con il camionista piantagrane senza reagire per poi fargli trovare il camion distrutto? Qualcuno dirà che è stato str***o, per me invece è un gesto che tutto sommato lo umanizza, ci sta per un Clark Kent ancora giovane ed in cerca di un proprio posto nel mondo. Dopotutto anche in Superman II tornava a prendersi la rivincita sul camionista che lo aveva maltrattato, certo la scena è resa in modo più leggero ma il senso è lo stesso.

Henry Cavill ha il fisico di ruolo, non sarà un grandissimo attore, ma non si può dire che non ci abbia messo il cuore nel personaggio. Anche se tutto il metaforone del messia, continuato poi in Batman V Superman, penso che ce lo potevano risparmiare,

L’Uomo D’Acciaio funziona alla grande, beh più o meno, fino all’arrivo dei Kryptoniani sulla Terra.

Hans Zimmer invece ci regala l’ennesima colonna sonora magnifica, ad anni di distanza ho imparato ad amare questo tema. Forse non rimarrà iconico come quello di John Williams ma è altrettanto efficace, evocativo ed epico in ogni scena. Senza probabilmente il film perderebbe molta della sua già traballante efficacia.

Un padre controverso e uno ingombrante

Più o meno perché la figura che più mi lascia perplesso anche dopo tutti questi anni è il Jonathan Kent di Kevin Costner. Pa Kent a sto giro è dipinto come l’Anti Zio Ben.
Da un grande potere non derivano grandi responsabilità.
In una scena è il classico Pa Kent che impartisce insegnamenti a suo figlio.

Clark: Volevo colpirlo, io volevo farlo con tutto me stesso.
Jonathan: lo so, lo capisco. anche una parte di me lo voleva, ma poi? Saresti stato meglio? Devi decidere che tipo di uomo vuoi diventare Clark, perché chiunque sarà quell’uomo è destinato a cambiare il mondo.

E questa è una gran scena.

In un altra sostiene che forse era meglio lasciar affogare i suoi compagni dentro lo scuolabus pur di non svelare i suoi poteri.

Clark: Cosa avrei dovuto fare? Lasciarli morire
Jonathan: Forse.

Tra l’altro la dinamica dell’incidente sul ponte mi ha ricordato il primissimo episodio di Smallville, magari poi sono io che ci vedo cose dove in realtà non ce ne sono.

Io capisco anche le loro intenzioni. Voler meno santificare la figura di Pa Kent e renderlo più umano e timoroso di quel che potrebbe succedere al proprio figlio. Ma è la resa finale a non funzionare, perché al di là di tutte le modifiche che posso anche accettare al personaggio ciò che fa di Superman, beh, Superman è l’educazione dei suoi genitori.

E niente, la sequenza della sua morte nel tornado è tremendamente stupida anche dieci anni dopo.

uomo d'acciaio

Anche la figura di Jor-El è per certi versi controversa, sicuramente è ingombrante. Non rinunci a farmi le prediche, anche da morto dice Zod ad un certo punto. In questo caso direi che ho rivalutato in positivo il ruolo ma continuo a trovare un tantinello ipocrita il discorso del decidere del proprio destino contrapposto al dover diventare un salvatore dell’umanità, ad essere destinato a grandi cose. In qualche modo sembra che un destino glielo abbia scelto comunque lui e stona con tutto il resto.

Jor-El: Abbiamo avuto un figlio. Un figlio maschio. La prima nascita naturale di Krypton dopo secoli. E lui sarà libero. Libero di forgiare il proprio destino

Sempre Jor-El a Clark: Darai agli abitanti della Terra un ideale per cui battersi. Si affretteranno a seguirti, vacilleranno, cadranno, ma col tempo si uniranno a te nella luce. Col tempo, li aiuterai a compiere meraviglie.

Lois Lane, la donna con il dono del teletrasporto

Lois Lane è un grosso punto di domanda. A sto giro hanno tagliato la testa al toro facendo conoscere i due prima del Daily Planet , lei sa già dei poteri, chi è lui, ecc. E va bene. Tutto il resto del film regge poco e niente, in fondo lei è usata come pretesto dall’esercito degli Stati Uniti per arrivare a Superman. Risulta ancora incomprensibile il perché i Kryptoniani l’abbiano voluta a bordo della nave. Potremmo giustificare la cosa dicendo che volevano estrarre informazioni dalla sua mente, ma fanno lo stesso con Clark, quindi non ha molto senso, è giusto un pretesto, piuttosto pigro, per far sì che lui possa fuggire. Mettiamoci poi che sembra teletrasportarsi dove le pare in una Metropolis praticamente rasa al suolo, come arrivi così in breve tempo sul luogo del confronto finale lo sanno solo loro. Flash è una pippa al confronto.

Mettete un freno a Snyder

Arriviamo quindi al destruction porn che tanto fece discutere all’epoca. Ammetto che io stesso criticai la sequenza della battaglia quando ne parlai per la prima volta sul precedente blog. Ad oggi l’ho rivalutata in parte, tutta la battaglia che si svolge a Metropolis funziona.

Certo forse un po’ eccessiva, siamo più dalle parti di un film catastrofico alla Emmerich ma non si può dire che non sia fatta bene. L’unica nota negativa che ancora non gli si può perdonare è la battaglia che inizia a Smallville. Un Clark infuriato nel vedere sua madre Martha (si, sempre lei!) minacciata da Zod crea più danni e devastazione di qualsiasi Kryptoniano. Di fatto fino a quel momento Zod e i suoi non avevano fatto ancora alcun danno (a parte la casa dei Kent ovviamente). Invece in pochi secondi arriva Clark e porta Zod dritto dritto dentro un distributore che ovviamente esplode, causando ingenti danni durante il tragitto. Immagino il povero cristo di turno che faceva benzina per i fatti suoi e BOOM!

uomo d'acciaio

Ed è paradossale il risultato, perché la battaglia per stessa ammissione di Goyer si ispira ad anime come Dragon Ball Z, chiudendo una sorta di cerchio dal momento che la principale fonte di ispirazione per la saga dei Saiyan fu proprio Superman II, ma con risultati ben diversi. Possibile che Clark sia talmente accecato dalla rabbia da non pensare alle conseguenze del suo gesto, e anziché allontanare Zod dalla città, come farebbe Goku, ce lo porta dritto dritto? Ammettetelo, è una sequenza terribile quanto quella del tornado.

E qua la colpa è solo ed esclusivamente di Snyder. Non è un incapace come lo dipingono alcuni sul web, ma nemmeno quel genio che lo credono i suoi fans. Snyder è chiaramente uno di quei registi che ha effettivamente bisogno di qualcuno che gli metta un freno. Lo stesso accade in Batman v Superman e nella famigerata Zack Snyder’s Justice League.

Conclusioni

Comunque è sempre colpa della Warner. Se L’Uomo d’Acciaio fosse stato di un progetto a se stante, di una trilogia dedicata esclusivamente a Superman, probabilmente avrei apprezzato maggiormente questa versione così personale di Superman da parte di Snyder. Purtroppo poi pur di inseguire la concorrente Marvel son finiti in una spirale di forzature e film posticci che non ha fatto altro che acuire i difetti qui presenti ma su cui si poteva sorvolare, per lanciare un universo che non è mai riuscito a decollare del tutto. Un universo di cui L’Uomo D’Acciaio nel bene e nel male rimane uno dei punti più alti.

Classificazione: 3.5 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

3 Risposte a “L’Uomo d’Acciaio (2013) – Dieci anni per il film di Zack Snyder”

  1. Come film non mi è dispiaciuto, ma come film di Superman… quello è un altro discorso.

    Come ti scrissi in privato, lo scherzo al camionista era una risposta eccessiva per uno come Superman e la scena di distruzione a Metropolis è praticamente il coronamento di quel Clark che non è Clark (a meno che non sia quello di Terra 3 😂).
    Riguardo alla scena demenziale di babbo Kent, posso solo ricordare la recensione a fumetti di Ortolani, che non citerò a memoria perché ricordo solo il senso

    “Clark, devo farlo: non mi hanno mai perdonato per Waterworld”

    Considerando che Clark sarebbe abbastanza veloce da salvare cane e babbo senza far vedere nulla più di una scia colorata, è davvero una stupidaggine di scena.
    Forse è come Wonder Woman nella versione di Snyder di Justice League: è superveloce a singhiozzo, sì durante le rapine, no contro i mostri alieni.
    Sarà un codice d’onore, tipo “non si picchia uno con le stelline” a Street Fighters.

    Delle due l’una: Snyderuccio non conosce abbastanza bene il personaggio, o come è moda oltre l’Atlantico, ha deciso di cambiare cose perché sì, ma non solo gli eventi (che capirai, nessuno ha mai fatto una versione filologica di un qualsiasi arco narrativo a fumetti, manco in animazione, figurarsi dal vivo) pure lo spirito è quello di altre storie e altri personaggi.

  2. Solitamente concordo con te per un 90% ma stavolta posso confermare un 95%!
    Non ho rivalutato il film dopo una terza o quarta visione. La prima parte, anche se fatta male, regala brividi e commozione. Il povero piccolo Clark fa pena, con la versione outsider che piace a tanti supermaniani ma non a me, che sono cresciuto col superfico (di Bel Ari) di Byrne, e Jurgens dopo.
    Concordo che il pessimo Pa Kent di Waterworld Costner abbia qualche aspetto positivo ma non basta a cancellare la sua demenza senile anticipata.
    La distruzione di Smallville non ha senso, quella di Metropolis ancora meno! Anche un Clark agli albori non avrebbe mai permesso tale distruzione. Piuttosto avrebbe proseguito la battaglia sulla Luna!
    Per il resto, ne riparliamo se risponderai al commento, brutto sfaticato! 😜

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