Rebel Moon parte 1: figlia del fuoco – Recensione

Rebel Moon parte 1: figlia del fuoco – Recensione

Finalmente è disponibile su Netflix Rebel Moon parte 1: figlia del fuoco, la nuova fatica del famigerato regista Zack Snyder.

Rebel Moon è un film pensato per essere un nuovo Star Wars ma, visto il rifiuto di Disney, Snyder lo ha trasformato in un opera originale, per quanto siano evidenti i riferimenti all’immaginario di Star Wars e alle altre opere che a loro volta hanno influenzato Star Wars, in particolare Dune.

Mentirei se vi dicessi che Rebel Moon non mi abbia divertito, farei altrettanto però se vi dicessi che ci troviamo di fronte ad un bel film. Al massimo Rebel Moon è un film innocuo che magari sulla carta poteva anche avere del potenziale per diventare sul serio un nuovo Star Wars ma che a conti fatti si perde in un bicchiere d’acqua.

Rebel Moon parte 1: figlia del fuoco è la storia di Kora (Sofia Boutella), una ragazza in fuga dal suo passato costretta a combattere quando sul suo pianeta arrivano gli Imperiali. Gli Imperiali del Pianeta Madre sono sulle tracce di alcuni ribelli e intendono appropriarsi delle risorse della colonia. A Kora non resta che partire alla ricerca di soldati che possano difendere la colonia e raggruppa così un piccolo gruppo di guerrieri dallo spessore di un foglio di carta a cui non ci affezioneremo mai nel corso delle oltre due ore di film.

Il problema di Rebel Moon non è il suo essere terribilmente derivativo quanto il fatto che non si sforzi minimamente di offrire qualcosa al pubblico per cui valga veramente la pena seguire questa nuova saga. Sempre che non siate dei feticisti degli inutilissimi slow motion di cui Snyder abusa nei suoi film, ormai totalmente privi di controllo e senso.

Un collage di scene action, frasi ad effetto e slow motion che procede lungo la sua strada senza nessun reale colpo di scena. L’unico plot twist è talmente scontato da non potersi nemmeno definire tale.

I personaggi, ad esclusione giusto di Kora e del villain interpretato da Ed Skrein, sono piatti. È come guardare un sacco di action figures, tutte belle esteticamente ma prive di un briciolo di caratterizzazione. E no, non vale il momento didascalico sul finale. Probabilmente i Masters of the Universe all’epoca avevano più personalità. Forse il personaggio più interessante è il robot Jimmy, se solo non sparisse nel nulla dopo la prima mezzora.

Di suo il film può contare su una buona estetica e degli effetti visivi di tutto rispetto per una produzione televisiva. Che comunque, nonostante tutti i suoi limiti, risulta migliore di tanti blockbuster milionari visti al cinema negli ultimi tempi.

Personalmente non voglio giocare al massacro, Rebel Moon parte 1 mi ha divertito e ha avuto almeno la forza di spingermi a guardarlo con vera curiosità, cosa che tanti altri film recenti non hanno. Purtroppo si è rivelato un occasione sprecata.

Rebel Moon parte 1

REBEL MOON PARTE 1: FIGLIA DEL FUOCO

  • Titolo originale: Rebel Moon
  • Regia: Zack Snyder
  • Sceneggiatura: Zack Snyder, Shay Hatten, Kurt Johnstad
  • Genere: fantascienza
  • Anno: 2023

Classificazione: 3 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

4 Risposte a “Rebel Moon parte 1: figlia del fuoco – Recensione”

  1. Mi trovo molto d’accordo con la recensione, anche se io (nella recensione di domani) giocherò invece al massacro 😀
    Scherzi a parte, sono fan di sofia Boutella da tanto tempo e so che poteva dare molto di più, come testimonia il trailer pieno di azione: che delusione invece scoprire che tutta l’azione di Sofia è tutta là, in quei pochi secondi di trailer. Possibile che su 130 minuti e passa non si poteva dedicare qualche minuto a Kora che mena ancora???
    Delusione su tutta la linea: mi aspettavo una robina onesta e senza pretese piena d’azione, invece ho trovato un montarozzo di stereotipi interpretato da gente ferma davanti a un panno verde.

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