L’invasione degli ultracorpi (1956) di Don Siegel

L’invasione degli ultracorpi (1956) di Don Siegel

Il 5 Febbraio 1956 usciva nei cinema americani L’invasione degli Ultracorpi di Don Siegel, un film destinato a diventare un classico della fantascienza.

Nel 1954 lo scrittore statunitense Jack Finney pubblica in tre puntate sulla rivista Collier il romanzo di fantascienza The Body Snatchers. Il romanzo racconta di un invasione aliena, ma questa invasione non è combattuta su campi di battaglia, con dischi volanti e raggi laser come succede ne La guerra dei mondi di H.G. Wells. Secondo Finney gli alieni sono subdoli, preferiscono agire nell’ombra e sostituirsi agli umani duplicandoli perfettamente nell’aspetto ma privi di qualsiasi emozione, distruggendoci dall’interno.

invasione ultracorpi 1956

In Italia il romanzo arriva sulla collana Urania con il titolo Gli Invasati nel 1956, lo stesso anno dell’uscita del primo adattamento cinematografico firmato dal regista Don Siegel (più noto alla massa per le sue future collaborazioni con Clint Eastwood, in particolare Ispettore Callahan: il caso Scorpio è tuo! e Fuga da Alcatraz). Il romanzo è adattato per il grande schermo dallo sceneggiatore e scrittore Daniel Mainwaring. Su richiesta del produttore Walter Wagner il titolo fu modificato in modo da non essere confuso con l’horror omonimo del 1945 con Boris Karloff (basato su un racconto breve di Robert Louis Stevenson). Dopo vari suggerimenti venne scelto il titolo definito Invasion of the Body Snatchers, divenuto in italiano L’invasione degli ultracorpi.

Come tanti altri titoli del genere fantascientifico dell’epoca si tratta di un film a basso budget, girato in bianco e nero, in forte contrapposizione con le grandi produzioni Hollywoodiane dell’epoca.

Il film si apre in un ospedale in California dove uno psichiatra è chiamato a visitare un uomo tenuto in custodia dalla polizia che sembrerebbe in preda all’isteria. L’uomo, un medico anch’esso, racconta come è giunto lì e di come nella cittadina di Santa Mira la popolazione è stata piano piano sostituita da misteriosi impostori che poi scoprono essere invasori alieni, della paranoia che ne consegue, della paura di perdere le emozioni e la propria individualità e lasciare spazio ad una nuova società apparentemente utopica.

Il film di Siegel, esattamente come il romanzo originale, non ha bisogno di alcun effetto speciale, si cala nella psicologia dei personaggi. È costruito sulla crescente tensione che i protagonisti provano nel momento in cui realizzano la natura mostruosa e aliena di questi misteriosi invasori, anche attraverso piccoli dettagli in grado di turbare la quotidianità dei cittadini.

Questa sfiducia che si viene a generare tra i protagonisti nei confronti delle altre persone della comunità hanno fatto si che sia il romanzo che il film fossero oggetto di svariate interpretazioni politiche. Su tutte L’invasione degli ultracorpi venne visto come allegoria della Guerra Fredda, delle ossessioni Maccartiste su possibili spie sovietiche infiltrate negli Stati Uniti. Teorie fortemente alimentate dal periodo storico in cui uscì il film che vedeva consolidarsi la superiorità sovietica in Europa orientale, dalla rivoluzione comunista in Cina e dalla guerra in Corea. In realtà Siegel dichiarò che non aveva alcun intento politico. Al massimo la sua poteva essere una critica nei confronti di una società moderna sempre più apatica e cinica (chissà cosa potrebbe pensare oggi).

Nei fatti questa chiave di lettura politica si può prestare a qualsiasi gruppo politico e sociale di appartenenza. Se fosse uscito nell’America post 11 Settembre probabilmente ci avrebbero visto una metafora sui terroristi musulmani nascosti tra i comuni cittadini.

È curioso però notare come questa fobia di una guerra combattuta dall’interno fosse una tematica comune all’epoca. Basti pensare a The Midwich Cuckoos, romanzo del 1957 probabilmente influenzato da The Body Snatchers e che ha ispirato il film Il Villaggio dei Dannati nel 1960. Parzialmente anche La Cosa da un altro mondo che però è precedente al film di Siegel mentre il racconto originale risale a fine anni ’30. Possiamo trovare forti influenze in opere successive come Essi vivono di John Carpenter, dove però il tema assume una forma di critica verso i consumismo. Persino in fumetti come Secret Invasion della Marvel che vede i mutaforma Skrull sostituirsi ai supereroi della Terra.

invasione ultracorpi 1956

Indubbiamente un film figlio del suo tempo e del suo budget limitato ma efficace. The Body Snatchers si è guadagnato il suo status di cult del genere fantascientifico nonostante una narrativa tendente al noir. Ma dopotutto lo stesso avrebbe fatto Ridley Scott con il suo Blade Runner molti anni più tardi.

È un peccato però che la produzione intervenne richiedendo delle modifiche. Infatti il finale originariamente voluto da Siegel non prevede alcuna salvezza per il genere umano. Lo studio preoccupato per questo finale pessimista insistette per aggiungere un prologo (quello a cui ho accennato poco fa) e un epilogo decisamente più ottimista in cui dopo lo scietticismo iniziale si è costretti a credere alle parole del protagonista richiedendo l’intervento dell’FBI, così da tranquillizzare il pubblico da eventuali spie russe. Siegel e Mainwaring erano fortemente contrari a questa svolta ma alla fine cedettero per proteggere il film. Peccato, perché con quel finale alla russa, scusate il gioco di parole, sarebbe stato veramente un piccolo capolavoro perfetto. Quel finale lo troviamo nel remake Terrore dallo spazio profondo.

Invasione Ultracorpi 1956

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI

  • Titolo originale: Invasion of the Body Snatchers
  • Regia: Don Siegel
  • Sceneggiatura: Daniel Mainwearing
  • Genere: fantascienza
  • Anno: 1956

Classificazione: 3 su 5.

[nota: versione riveduta e corretta di un articolo pubblicato in precedenza su Omniverso]

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

3 Risposte a “L’invasione degli ultracorpi (1956) di Don Siegel”

  1. Siegel ha dovuto combattere anche con ingerenza da parte dei produttori per il finale, che lui voleva molto più cinico, ma siamo in zona classici intramontabili, quelli dal peso specifico dell’oro, visto che hanno influenzato tutto il cinema giusto 😉 Cheers

  2. La cos buffa del finale è che, se non ricordo male, nel libro la storia si chiude in modo estremamente leggero

    SPOILER

    Da ciò che ricordo, l’invasione era pressoché involontaria, gli ultracorpi copiavano sì aspetto e mente delle persone, uccidendo il corpo originale con questo travaso di caratteristiche, ma non avevano intenzione di eliminare la specie umana, erano praticamente piante senza obiettivi particolari e senza la consapevolezza di essere creature aliene.
    Nel finale, l’umanità si ritrovava a vivere, consapevolmente, con questi doppioni dalla scarsa longevità, visto che stiravano le zampe nel giro di pochi anni.
    Ora, ho letto il libro quasi vent’anni fa e solo una volta, potrei non essere preciso nei miei ricordi, dunque prendila con beneficio di inventario 😛

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