Diabolik: il film dei Manetti Bros. (2021)

Recensione di Diabolik, il film dei Manetti Bros. tratto dal fumetto omonimo delle sorelle Giussani.

Vi devo confessare che pur essendo un grandissimo lettore di fumetti non sono mai stato fan di Diabolik, ho provato a leggere qualcosa ma non mi ha mai conquistato, eppure questo film diretto dai Manetti Bros. lo aspettavo con molta curiosità, soprattutto perché un adattamento cinematografico di uno dei più iconici personaggi del fumetto italiano è un evento più unico che raro, in attesa di notizie concrete sul Dampyr della Bonelli annunciato ormai secoli fa. Al botteghino sappiamo tutti come è andata, decisamente non bene, rinviato più volte a causa del Covid alla fine è uscito il 16 Dicembre 2021, lo stesso giorno di Spider-Man: No Way Home, semplicemente una decisione suicida in un periodo ancora non roseo per il cinema. Ma alla fine il film merita?

Bella domanda, davvero. Vorrei poter dire di si senza alcun indugio, la verità è che i Manetti hanno realizzato volutamente un film che avrebbe inevitabilmente diviso il pubblico. Va bene l’amore per il fumetto originale, va bene cercare di essere a modo tuo fumettoso, di rispettarne lo spirito ma è anche vero che dal debutto di Diabolik e dal suo incontro con Eva Kant, che poi è l’episodio a cui principalmente si ispirano per questo film, giustamente aggiungerei, sono passati sessant’anni, mica pochi, sentire certi dialoghi da fumetti, talvolta didascalici uccide letteralmente ritmo e credibilità, già non sopporto più questo tipo di scrittura in un fumetto, figuriamoci in un film. Ripeto, è una scelta voluta ma è anche una scelta scellerata che inevitabilmente non può convincere tutti, felici i fan storici, un po’ meno il resto del pubblico, ma un film non può essere solo per i fan, non può seguire pedissequamente un fumetto di oltre mezzo secolo fa, anche se lo ambientiamo oltre mezzo secolo fa, e soprattutto manca quel passaggio, quel cambiamento necessario nell’adattare la carta allo schermo. Adattare è la parola d’ordine, non riprodurre. Tolto quello il film avrebbe funzionato decisamente di più e magari pur senza fare i soldoni avrebbe convinto maggiormente il pubblico che a sua volta lo avrebbe premiato, l’ambientazione funziona, gli attori principali pure tutto sommato seppur uccisi da una scrittura così volutamene vintage, infatti non capisco alcune critiche nei confronti di Luca Marinelli, ritenuto bravo ma freddo, quando essenzialmente quello doveva essere.

Insomma, bene ma non benissimo? Personalmente non direi proprio, il film alla fine per un non fan risulta solo deludente e pure eccessivamente lungo per quello che in realtà racconta.
Soldoni a parte è già assicurata la realizzazione di un sequel, vedremo che ne salterà fuori, magari i Manetti faranno loro alcune critiche e riusciranno a correggere il tiro equilibrando meglio il tutto.

Classificazione: 2.5 su 5.

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

7 Risposte a “Diabolik: il film dei Manetti Bros. (2021)”

  1. I sequel sono due, già girati.
    Comunque, non parlerei di scelte scellerate: sono scelte. Qualsiasi cosa fai, scontenti una parte di pubblico; io da fan storico di Diabolik, ho FINALMENTE visto Diabolik riprodotto in modo giusto, ovviamente il Dk vintage. Ci saranno altri modi, sicuramente meno didascalici, e comunque fedeli, ma questo per me DOVEVA essere così^^

    Moz-

    1. Ma è ovvio che finirai per scontentare sempre qualcuno ma qua si sfiora il suicidio confezionando un prodotto che sarà sempre e solo di nicchia, i Manetti devono ritenersi miracolati per aver avuto il via libera prima ancora dell’uscita del film.
      Che io sappia però ancora li devono girare i sequel o li stanno girando 🤔

  2. I Manetti hanno trasposto il linguaggio “vintage” di Diabolik in un film, sicuramente è stata una scelta divisiva, a me personalmente non è dispiaciuto, ma posso capire chi, abituato agli adrenalinici cinecomics attuali, ha storto il naso

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