What If…? stagione 1 – Recensione

Recensione di What If…? la serie animata Marvel Studios in streaming su Disney+.

Con l’uscita al cinema di Doctor Strange nel Multiverso della Follia mi pare giusto parlare a queste coordinate di What If…? la prima serie animata Marvel Studios uscita ormai quasi un anno fa e strettamente legata a questo film che per diversi motivi, che ormai saprete se siete lettori regolari, non abbiamo mai avuto l’occasione di trattare. Ma facciamo un passo indietro.

In principio c’era solo l’Universo Cinematografico Marvel così come lo conosciamo dal 2008. Nella serie dedicata a Loki, il dio dell’inganno ormai divenuto a tutti gli effetti una sorta di antieroe nella sua versione MCU ha letteralmente sdoganato il multiverso, o meglio lo ha fatto una sua variante… ma se vi ho appena detto che c’era solo un MCU? Si, ma ve la faccio breve, in Loki abbiamo conosciuto la TVA, un agenzia stile Men In Black che interviene qualora un qualcosa diverga dalla linea temporale, che abbiamo scoperto essere già prestabilita (chiarendo una volta per tutte quello che è successo in Avengers: Endgame), e rimuovendo tali varianti e ristabilendo l’ordine (e la pace) fino a quando Sylvie, la variante di Loki di cui sopra, ha fatto in modo che si creassero svariate linee temporali alternative creando di fatto il multiverso.

Questo multiverso ci è stato mostrato proprio con What If…? serie animata antologica creata da A.C. Bradley (Trollhunteres e 3Below, entrambe appartenenti al franchise Tales of Arcadia su Netflix) e basata sul fumetto omonimo che episodio per episodio reimmaginava i classici personaggi Marvel in una nuova veste e contesto, senza le restrizioni e i limiti imposti dalla famigerata continuity, e lo stesso viene fatto qui creando quelle che sono state rinominate varianti dei personaggi MCU, che di fatto sono già varianti dei personaggi dei fumetti (pur non essendo canonici).

Le serie antologiche sono per natura più soggette ad una qualità altalenante di quella che già normalmente possiamo trovare nelle altre serie tv e What If…? nei suoi nove episodi non fa differenza, va dall’ottimo (il quarto episodio dedicato a Strange) al pessimo (il sesto con Killmonger che salva Tony Stark dall’attentato impedendo la nascita di Iron Man), mentre ancora non so dire se il settimo episodio con quello che ormai è stato definito Party Thor sia pura genialità o una str***ata colossale.
Diciamo la verità, questa serie è più una trovata per venderci delle varianti dei giocattoli che non per un vero estro artistico, cosa più che riuscita aggiungerei dal momento che le varie action figures, Funko Pop e Minifigures Lego sono letteralmente andate a ruba, alcuni di questi personaggi sono diventati immediatamente iconici, tipo Captain Carter protagonista del primissimo episodio che non è nulla più che una versione condensata del primo Captain America con Peggy al posto di Steve Rogers.
Il problema, tra virgolette, è che a queste storie alternative dei personaggi MCU manca un po’ di coraggio, What If…? non avendo vincoli narrativi di alcun tipo poteva osare, fare cose davvero impensabili, e non necessariamente le cose dovevano finire bene, non dovevano necessariamente tenerci per mano regalandoci un lieto fine, non era una regola ferrea chiaramente, l’episodio con Captain Carter per esempio è vicino nello spirito a quello in cui debutto Spider-Girl, ovvero la figlia di Peter Parker e Mary Jane Watson, mentre ho trovato ottimo e più in linea con lo spirito generale del fumetto originale nell’episodio in cui si immagina cosa sarebbe successo se T’Challa fosse diventato Star Lord al posto di Peter Quill, un episodio che in qualche modo sembra anche essere un grosso omaggio per Chadwick Boseman, l’attore di Black Panther che come saprete è scomparso prematuramente nel 2020, anche se non può essere una cosa voluta dal momento che l’attore fece in tempo a doppiare il suo personaggio, di fatto questa è la sua ultima interpretazione di T’Challa, una variante di T’Challa (o Star Lord) amato praticamente da tutta la galassia, tanto da avere praticamente impedito la guerra dell’infinito, un episodio così stramaledettamente positivo da risultare stucchevole, se non fosse per quel finale che poi ribalta tutto. Peccato che pure quel finale pessimista venga poi gettato via per esigenze narrative probabilmente più vicine ad uno spirito televisivo e forse più commerciali per far sì che i vari personaggi si uniscano nell’ennesimo crossover presentandoci i Guardiani del Multiverso, collegando da tradizione i vari episodi presentati, espediente che francamente ho trovato superfluo e come dicevo poco fa uccide letteralmente quel poco di veramente originale visto fino a quel momento.
Detto ciò la serie fa il suo dovere, è animata bene anche se personalmente non sono un amante dello stile cel-shading, e tutto sommato ha presentato personaggi interessanti che dubito cadranno nel dimenticatoio, mentre alcune storyline se le sono lasciate furbescamente aperte, forse un po’ troppo furbescamente, in ogni caso sono curioso di vedere cosa si inventeranno per il futuro.

Classificazione: 3.5 su 5.

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

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