Transformers: Infiltration

Riassunto e recensione della miniserie IDW

Il primo volume di Transformers: The IDW Collection si chiude con Transformers: Infiltration, la prima miniserie pubblicata da IDW Publishing tra Ottobre 2005 e Gennaio 2006 scritta da Simon Furman, storico autore dei Transformers pubblicati dalla Marvel a cavallo degli anni ’80 e ’90 e disegnata da E.J. Su, co-creatore di Tech Jacket con Robert Kirkman per Image Comics.

La serie comincia con il classico primo contatto, non molto diverso da quello del film a ripensarci ma con un paio di anni di anticipo, vediamo una giovane vagabonda, Verity, viaggiare per l’Arizona e rubare un palmare. Non può immaginare che quel palmare la renderà un bersaglio da parte dei Decepticon, sul palmare infatti sono presenti prove della loro presenza sulla Terra. Sulla sua strada incontra Hunter, un ragazzo con la fissa degli alieni e delle teorie cospirazionistiche che in rete ha letto di avvistamenti di misteriosi esseri meccanici. I due vengono così attaccati da Thundercracker ma vengono salvati da un ambulanza, Ratchet, con tanto di citazione non letterale a Terminator, “venite con me se volete vivere”.

Saliti a bordo dell’ambulanza all’inseguimento si uniscono anche altri due Decepticon, Runabout e Runamuck. La fuga è ardua e Ratchet rimane danneggiato, costringendo i nostri a recarsi per una riparazione di fortuna da un amico di rete di Verity, Jimmy. Purtroppo la sua officina viene distrutta dall’arrivo di Runabout e Runamuck che rivelano il loro vero aspetto agli increduli ragazzi.

Segue un nuovo rocambolesco e disperato inseguimento, ma non prima che anche Ratchet mostri il suo vero aspetto ai ragazzi, che culmina con l’intervento di altri Autobots, Prowl, Ironhide e Sunstreaker che però arrestano Ratchet per aver violato svariate voci del codice Autobot mostrandosi agli umani e contravvenendo agli ordini. Nel frattempo facciamo la conoscenza di una terza parte nel gioco composto da una misteriosa organizzazione di umani chiamata Machination che sembra essere a conoscenza della presenza dei Transformers sulla Terra.

Mentre i Deception, che scopriamo essere guidati da Starscream, compiono svariati attentati eliminando diversi bersagli, Ratchet ha un duro scontro di idee con Prowl, il medico infatti mette la propria coscienza al di sopra della missione, convinto che qualcosa si stia muovendo da parte dei Decepticon, e grazie all’auto dei ragazzi trova una specie di laboratorio Decepticon apparentemente abbandonato.

Arrivati in Nebraska con Bumblebee i ragazzi si introducono nel laboratorio dove scoprono copri umani attaccati a dei macchinari, nel frattempo i due Autobot ingaggiano battaglia con Skywarp e Blitzwing, e Verity ha un incontro ravvicinato con Megatron.

I Deception riescono a distruggere il bunker ma inaspettatamente Megatron inizia a lottare con i suoi stessi subordinati.

Arrivati alla base Decepticon i nostri assistono ad un terribile scontro tra Megatron e uno Starscream potenziato da un nuovo tipo di Energon, che scopriamo aver tradito il suo leader, ma è Megatron ad uscirne vincitore. La presenza di Megatron però cambia le carte in tavola facendo diventare la Terra un luogo cruciale per il conflitto tra Autobot e Decepticon, e Infiltration si conclude con l’arrivo di Optimus Prime alla base Autobot, sempre sotto sorveglianza da parte di Machination.

La cosa che salta all’occhio è che Furman con Infiltration pur mantenendo un ispirazione che chiaramente richiama alla Generation One nell’estetica dei personaggi decide di cambiare il setting, i Transformers non si sono mai schiantati sulla Terra milioni di anni fa e non si sono risvegliati ai giorni nostri ma sono arrivati di proposito e si sono infiltrati agendo sotto copertura da alcuni anni, con due piccole cellule operative composte da pochi membri, in quella che sembra essere una sorta di guerra fredda dove lo spionaggio è più importante delle battaglie vere e proprie, ma ovviamente le cose stanno per cambiare.

Furman scrive una storia semplice, molti dei 7 capitoli che compongono la miniserie si leggono veramente in un attimo, c’è molta azione e lascia che a condurre il gioco sia lo storytelling di Su, che con uno stile altrettanto semplice ma efficace e dinamico riesce a coinvolgere il lettore e a trasportarlo direttamente nell’azione.

Gli umani sono una costante nei titoli legati ai Transformers sin dalla primissima serie animata fino ai film di Michael Bay, sono pochi i titoli senza umani (a memoria mi vengono in mente solo le recenti trilogie Prime Wars e War for Cybertron), probabilmente per permettere allo spettatore o al lettore di potersi immedesimare, nei film di Bay per esempio hanno un ruolo quasi maggiore rispetto ai Transformers che purtroppo passano in secondo piano, in questa serie Verity, Hunter e Jimmy indubbiamente svolgono una parte importante ma non oscurano Ratchet e gli altri, il fatto che i protagonisti siano piuttosto limitati permette a Furman di caratterizzargli e dargli lo spazio necessario per approfondirli, gli Autobot stessi risultano tutti diversi tra loro e non tutti accolgono allo stesso modo gli umani, alcuni di loro li vedono comunque come esseri inferiori, che è una cosa veramente interessante piuttosto che avere i classici buoni perché sì.

Insomma pur non brillando per scrittura, originalità o complessità Transformers: Infiltration è un ottimo fumetto, un ottimo debutto per la IDW all’epoca con il franchise gettando le basi per quello che sarò poi la loro serie.

Classificazione: 4 su 5.

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

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