Swamp Thing (2019) – Recensione di una serie sfortunata

Swamp Thing (2019) – Recensione di una serie sfortunata

Tratta dall’omonimo fumetto targato DC Comics e reso celebre da Alan Moore, Swamp Thing è una delle serie tv più sfortunate di questi ultimi anni, se non la più sfortunata, morta sul nascere. Swamp Thing debutta il 31 Maggio 2019 sul servizio streaming DC Universe per annunciare la sua cancellazione dopo la messa in onda di un solo episodio. Un vero e proprio record!

Ma dopotutto lo stesso servizio streaming DC Universe ha chiuso i battenti dopo solo tre anni.

Ed è un vero peccato perché Swamp Thing aveva il potenziale per farne la miglior serie tv basata su un fumetto DC Comics. Ma la vera domanda è: vale la pena guardare questa prima e unica stagione? Beh, dipende. Per un appassionato di fumetti è indubbiamente un qualcosa da vedere nonostante la sua prematura dipartita, per tutti gli altri è evitabilissima, essenzialmente per un semplice motivo: questa prima stagione non chiude assolutamente nulla.

Ma facciamo un passo indietro e scopriamo di cosa parla Swamp Thing.

La dottoressa del CDC Abby Arcane (Crystal Reed, che potreste ricordare nel ruolo di Allison Argent in Teen Wolf o Sofia Falcone in Gotham) torna a Marais in Lousiana, sua città natale, per investigare su un misterioso virus che si sta diffondendo nella palude, e stringe un forte legame con il ricercatore Alec Holland (Andy Bean, lo Stanley Uris adulto di IT Capitolo due). Le loro ricerche li conducono verso una serie di operazioni illegali che coinvolgono Avery Sunderland (Will Patton), un potente uomo d’affari locale intenzionato a sfruttare la palude a scopo di lucro, il quale fa uccidere Alec. Quest’ultimo però rinasce come una forza della natura dotata di straordinari poteri che gli consentono di controllare la vegetazione e di rigenerarsi, diventando il protettore della palude, minacciata non solo dall’uomo ma da una misteriosa forza malvagia, l’oscurità.

Esteticamente siamo di fronte ad un ottimo prodotto, il make up della creatura e gli effetti speciali sono ottimi, l’uso della CGI è minimo, le atmosfere incutono timore al punto giusto, ci sono alcune sequenze discretamente paurose, è recitato discretamente bene. Il problema, che poi diventa tale dal momento che non avrà un seguito, è la sceneggiatura.

Nel corso dei suoi dieci episodi la storia sembra non ingranare mai e nessuna delle tante sottotrame trova una conclusione. Forse l’unica è quella riguardante il personaggio di Daniel Cassidy (Ian Ziering, Beverly Hills 90210 e Sharknado), alias Blue Devil. E a dirla tutta nemmeno la trama principale ha una vera conclusione. Per tutta la serie si fa un gran parlare dell’oscurità ma non ci viene spiegato nulla e il confronto con Avery Sunderland è un finale totalmente anticlimatico.

Poteva essere un unica bellissima stagione se avessero portato a compimento la trama principale, come accade nella cugina Doom Patrol, invece sembra di essere davanti sempre ad un perenne prologo per qualcosa che non inizierà mai, che personalmente mi son goduto ma che obiettivamente è inutile guardare. E hanno anche avuto il coraggio di inserire una scena post-credit.

Onestamente avrei preferito continuassero questa che avere quattro stagioni di Titans, ma c’est la vie.

Se vi va di guardarla lo stesso la trovate assieme a Doom Patrol su Amazon Prime Video.

Swamp Thing DC Universe poster

SWAMP THING

  • Titolo originale: Swamp Thing
  • Creata da: Gary Dauberman, Mark Verheiden
  • Regia: Len Wiseman, Deran Serafian, Carol Banker, vari
  • Genere: supereroi, horror
  • Episodi: 10
  • Anno: 2019

Classificazione: 3.5 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Polemista. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Amante del buon fumetto since 1994.

10 Risposte a “Swamp Thing (2019) – Recensione di una serie sfortunata”

  1. Ce l’ho sulla schermata di Prime che mi guarda sconsolata, mi ha sempre incuriosito..ma più di uno l’hanno sconsigliata. La Creatura ha un piccolissimo cameo nell’ultima puntata del crossover “Crisi sulle Terre infinite”, facendo intendere che la serie era ambientata su un’altra Terra, ma ciò non toglie che potrebbe tornare in altre serie, alla maniera di John Costantine!

    1. La vedo dura, Constantine ha un look semplice, Swamp Thing ha un make up notevole, dovesse condividere la scena con altri protagonisti non varrebbe la pena sottoporsi a ore di trucco

  2. Ma non è che in realtà erano previste più di dieci puntate, e proprio per la cancellazione ce ne sono solo dieci, e quindi ovviamente non portano a niente? Mi viene da pensare questo…
    Certo, se così non fosse, ci avevano riposto davvero un sacco di speranze, per fare una prima stagione solamente introduttiva.

    Moz-

  3. Funzionava meglio come serie horror che come adattamento del fumetto (che cita a forza e per forza Alan Moore, troppo tardi e troppo poco). Mi sono rivisto il film di Wes Craven sul personaggio, intere porzioni di quella pellicola sono state replicate nella serie, per dirti di quali sono (forse) le vere fonti della serie. Cheers!

    1. Come quasi tutte le serie e i film per non adatta una storia in particolare ma ci si basa solo sopra, la versione di Moore è la più iconica, normale che l’abbiano citata.

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