Street Fighter: il film a fumetti – Il mio primo fumetto DC

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 Il primo fumetto targato DC Comics che io abbia mai letto non era su Batman, Superman, Flash e altri eroi della Justice League bensì l’adattamento a fumetti dell’adattamento cinematografico del famoso videogioco Street Fighter (ma che ve lo dico a fare, lo avete letto nel titolo no?)

Era il 1994, Street Fighter II (e le sue tante varianti) era il videogioco del momento, vuoi non farci un film? Però in quel di Hollywood ben pensarono di stravolgerne totalmente la storia per adattarla al pubblico occidentale, che tradotto significa “gli americani buoni vanno in guerra per sconfiggere i dittatori cattivi e portare la democrazia!”, con Guile come protagonista principale al posto di Ryu e Ken, relegati ad un improbabile ruolo secondario. Ad interpretare il colonnello Guile troviamo l’allora star dei film d’azione e d’arti marziali Jean-Claude Van Damme, mentre nella parte del villain M. Bison il compianto Raoul Julia, qui nella sua ultima interpretazione. C’era anche una giovane Kylie Minogue nel ruolo di Cammy. Risultato? Una ciofeca, una trashata utile giusto a farsi due risate.

La DC Comics realizzò l’adattamento ufficiale a fumetti, dal titolo originale Street Fighter: The Battle For Shadaloo, e in Italia venne pubblicato dalla defunta Play Press che all’epoca deteneva i diritti dell’editore di Superman, Batman e compagnia. Scritto da Mike McAvennie e disegnato da Nick Napolitano, autori che onestamente non ricordo di aver mai letto, il fumetto si limitava a fare il compitino adattando, come spesso succede in questi casi, la sceneggiatura originale del film e non la versione poi arrivata nei cinema. Infatti presenta alcune differenze con la trama del film, ad esempio Ryu colpisce Sagat con lo Shoryuken procurandogli la cicatrice (come accaddeva nel videogioco), mentre nel film usa una versione pezzente dell’Hadoken, e nel finale si vede la mano di Bison uscire dalle macerie lasciandoci presagire un suo ritorno, questa scena invece la si può vedere solo negli extra del dvd del film. I disegni invece non sono malaccio ma nemmeno esaltanti, fieri rappresentanti degli anni ’90 sono sempre meglio dei fumetti di Street Fighter realizzati dalla Malibu qualche anno prima, magari ci potrebbe scappare un articolo su tutti i fumetti dedicati a Street Fighter.

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C’è poco da dire su questo fumetto, son passati più di vent’anni dalla lettura e non lo possiedo nemmeno più ma a ripensarci ne ho un bel ricordo, nonostante la trama sia quel che sia e con tutte le sue differenze.

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

17 Risposte a “Street Fighter: il film a fumetti – Il mio primo fumetto DC”

      1. E come mi piaceva! Non era prodotto da Capcom ma in sala giochi ci giocavo sempre (e quanto mi mancano le salegiochi), la grafica era sulla falsariga di MK, magari oggi lo rivaluterei ma lo ricordo con molto piacere.

  1. Sono tuttora un vorace lettore di fumetti di supereroi. Il mio primo albo Marvel mi capitò in mano nell’Agosto 95: era l’Uomo Ragno Deluxe # 4, e conteneva il capitolo conclusivo della splendida miniserie Maximum Carnage. Tra l’altro ho letto che la sceneggiatura di Venom 2 dovrebbe basarsi proprio su questa miniserie: sarebbe davvero un’ottima scelta.
    Negli anni 90 (e anche nel decennio successivo) i diritti della DC Comics per l’Italia erano detenuti dalla Play Press, che distribuiva i suoi fumetti quasi esclusivamente nelle fumetterie (scelta idiota, perché a quei tempi le edicole erano moltissime, le fumetterie invece saranno state una ventina in tutta Italia): di conseguenza dovetti aspettare addirittura il Novembre ’98 per leggere il mio primo fumetto DC Comics, Batman # 74. Anche in quel caso fu un esordio col botto: conteneva l’ultimo capitolo della saga “L’ultimo Halloween”, e prima di esso c’era una splendida storia autoconclusiva, “Il senso della vita” (pubblicato in America in Shadow of the Bat # 72). Quella storia è tuttora uno dei fumetti più belli che abbia mai letto.

    1. Shadow of the Bat era tutta splendida, una delle migliori serie mai fatte di Batman. No dai, ce n’era qualcuna in più di 20, io però ricordo di non aver mai avuto difficoltà negli anni ’90 a vedere albi Play Press in edicola, forse verso fine anni ’90 e inizio 2000 hanno trasferito del tutto le loro pubblicazioni DC nelle fumetterie per scarse vendite, infatti ricordo diverse serie edite in volume all’epoca.

      1. Esatto, mi riferivo a quella fase lì. E mi fa molto piacere che condivida il mio giudizio strapositivo su Shadow of the Bat. Grazie per la risposta! 🙂

  2. mamma mia cosa hai ripescato! insieme uno dei film più trash con l’adattamente a fumetti più trash della storia. Ma la cosa bella è che sono entrambi talmente trash che non posso fare a meno di riguardare il film ogni volta che lo ripassano e risfogliare il fumetto ogni volta che mi passa per le mani!

        1. Col senno di poi mi son pentito di aver abbandonato diversi fumetti, su tutto i Topolino, ero nella fase da lettore che li guardava con snobismo, oggi ne riconosco il valore e se tornassi indietro mi picchierei.

  3. È morta la Play Press? Non fa più manco i periodici da gioco?
    McAvenne sono certo di averlo letto ma non ricordo dove, sicuramente qualcosa della JL.
    Questo mai letto, anche se ero un fan di SFII, non ho mai sopportato questa versione, tra l’assenza del ciuffo di Guile e i capelli corti di Ken 👎🏻

  4. Hai fatto bene a pentirti di averlo venduto 😀
    E’ una ciofeca ma è un pezzo di nostra gioventù!

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