Need For Speed: Heat – La pseudo recensione

Need For Speed: Heat – La pseudo recensione

La recensione o presunta tale di Need For Speed Heat, il ventiquattresimo capitolo della serie videoludica di simulatori di corse Need For Speed.

Una recensione un po’ insolita per un titolo un po’ insolito, almeno da queste parti. Insolita perché personalmente non sono mai stato appassionato di motori nemmeno nella vita reale, figuriamoci in un videogioco. Di solito mi piacciono gli action, i giochi d’avventura e i picchiaduro, se c’è anche una buona storia sotto è il massimo. L’idea di giocare così intensamente ad un simulatore di corse era pura fantascienza, in passato solo Burnout, che è tutto tranne che un simulatore di corse.
Se non fosse stato tra i giochi mensili gratuiti del Playstation Plus di qualche mese fa non lo avrei mai provato.

E invece eccoci qua a parlarne, se mi sembrava doveroso farlo, anche perché come avrete capito il nome del sito si ispira proprio dal videogioco.

Need For Speed Heat è il ventiquattresimo titolo della famosissima serie videoludica, sviluppato da Ghost Games e distribuito da Electronic Arts nel 2019.

La storia

Ormai tutti i giochi hanno una storia. Tutto deve essere una specie di esperienza virtuale. Pensavo di installare il gioco e provare a fare gare ignoranti e invece mi sono ritrovato di fronte ad una storia in tutto e per tutto, con sequenze cinematografiche comprese.

Niente di trascendentale. Il giocatore arriva nella fittizia città di Palm City, luogo in cui si svolgono le gare del SpeedHunteres Showdown. Ma le vere gare si svolgono di notte, si tratta di gare illegali che ovviamente non vanno per niente giù alla polizia.
Ma essendo un gioco che tratta di corse clandestine non puoi dipingere i protagonisti della storia come dei criminali, diventano tutti dei bravi ragazzi con la passione dei motori e della velocità. Di conseguenza la polizia, che giustamente fa il suo lavoro, deve assumere il ruolo di antagonista e se noi essenzialmente controlliamo ragazzi che agiscono al di fuori della legge la polizia di conseguenza deve diventare corrotta. I nostri si trovano così coinvolti in un traffico clandestino di auto da corsa sequestrate e poi rivendute dalla stessa task force che doveva occuparsi di fermare le corse notturne.

Prima di correre…

Il giocatore veste i panni di un pilota senza nome il cui aspetto può essere scelto all’inizio del gioco tra una selezione piuttosto limitate di 12 piloti, maschi e femmine. Forse avrei preferito un maggior grado di personalizzazione. Ma dopotutto per il 90 del gioco il personaggio lo vediamo seduto dentro la vettura, sempre che non abbiate oscurato i vetri. La personalizzazione si limita all’estetica, tra vestiti e tagli di capelli che si possono acquistare e sbloccare con il proseguire del gioco.

Molto più importante la personalizzazione delle macchine. Obbligatorio mettere a punto la propria auto, potenziandola il più possibile, un po’ meno cambiarne l’estetica, che comunque permette di personalizzarle decisamente più degli avatar. Offrendo inoltre la possibilità di condividere le proprie creazioni con la community online.

Il gameplay

L’azione si svolge a Palm City, il gioco è un open world in cui il giocatore può muoversi liberamente per la città e fare essenzialmente ciò che vuole. Sparsi per la città ci sono i vari punti in cui iniziare le gare, diurne e notturne. Essenzialmente sono la stessa cosa ma le gare diurne permettono di vincere del denaro per acquistare nuove macchine e modificare il motore e migliorare le prestazioni. Le gare notturne invece si svolgono nel traffico, di conseguenza sono leggermente più difficili e prevedono l’intervento della polizia ma ci torniamo tra un attimo. Le gare notturne permettono di guadagnare punti rispetto per accrescere il proprio livello, essenziale per il proseguimento della storia e del gioco, e di sbloccare nuove auto. Insomma è essenziale giocare entrambe le modalità, dipendono l’una dall’altra. Inoltre per la città è possibile svolgere svariate attività come superare autovelox alla velocità richiesta, eseguire dei salti e zone di derapata, oltre che i collezionabili, che danno ancora punti rispetto.

La polizia

La polizia interviene nelle gare notturne, fa di tutto per fermarti e arrestarti. L’arresto significa perdere tutti i progressi guadagnati nella notte e una decurtazione non indifferente dei soldi in tuo possesso. Più casino si fa e più il livello di allerta cresce, il livello di allerta va da 1 a 5. Al livello massimo intervengono auto blindate, elicotteri e mettono persino i chiodi lungo la strada pur di fermarti. A noi non rimane che la fuga, o tentare di far schiantare i mezzi nemici. Più il livello sale e maggiore sarà il guadagno di punti rispetto, il valore di una gara o una attività viene infatti moltiplicato per il livello di allerta a cui si è.

Il mio giudizio

Need For Speed Heat è un simulatore di corse noob friendly. Dubito che con un altro titolo del genere sarei riuscito a padroneggiare così il gioco, e di conseguenza a godermelo fino in fondo. Il gioco è piuttosto semplice una volta capito come funziona. Inoltre non è necessario vincere sempre, se non nelle gare della storia. Anche senza raggiungere il podio si ottengono denaro e punti rispetto, quindi potenziare un auto risulta facile, lungo ma facile.

Ciò che mi fa storcere il naso è il fatto che essenzialmente non vi siano regole. Le auto sono reali e immagino cerchino di rispettare il più possibile le loro reali capacità. Ma questo realismo cozza inevitabilmente con il suo rimanere un videogioco, specialmente quando si parla della polizia. Di giorno puoi sfrecciare e fare letteralmente ciò che ti pare per le strade di Palm City, anche causare un incidente di fronte alla polizia e non succede nulla, devi proprio schiantarti su una volante per far si che ti insegua. Di notte quasi non puoi starnutire che scatta l’inseguimento, e comunque inseguono sempre e solo te per metterti i bastoni tra le ruote.

Anche in questo caso una volta potenziata bene l’auto e conoscendo la mappa sfuggire diventa facile ma quando si tratta di fare le gare allerta elevato, essenziali per avere tutti i pezzi per il motore, diventa un po’ frustrante. Ma con un po’ di pazienza si fa tutto.

Per concludere

Avete mai giocato così tanto ad un titolo da averlo consumato e da esservi infine stufati? Ecco, è ciò che ho provato io con Need For Speed Heat.
So che venne accolto da pareri contrastanti all’epoca, non un flop ma non è considerato ai livelli dei titoli precedenti ma conti fatti anche se non rivoluziona il genere o la serie stessa rimane un gioco divertente. Sicuramente un buon gioco per entrare in questo genere.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

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