Licantropus: black, white and bloodstone

Recensione dello special televisivo Marvel Studios

Dove dobbiamo firmare per avere tutti i prossimi progetti Marvel Studios come questo special? Michael Giacchino, colui che ha realizzato musiche per svariati videogiochi, serie tv, film e soprattutto dell’introduzione proprio dei Marvel Studios, sveste parzialmente i panni del compositore per mettere quelli del regista per Werewolf by Night o Licantropus se preferite, come viene (o veniva?) chiamato nei fumetti italiani, dico parzialmente perché ovviamente ha curato anche le musiche di questo special.

Werewolf by Night non è sicuramente niente di eccezionale o innovativo ma Giacchino realizza indubbiamente uno dei prodotti Marvel Studios più validi di questa Fase 4 del Marvel Cinematic Universe. Essenzialmente ha tutto, nei suoi 50 minuti abbondanti compresi i titoli di coda ci presenta il personaggio senza alcuno spiegone, siamo dentro la storia sin dall’inizio senza alcuna lungaggine come invece ahimè è successo con le serie tv che presentavano i nuovi personaggi (vedi Moon Knight, ma anche Ms. Marvel che nel complesso funzionava meglio). Una storia piuttosto semplice dalle forti tinte horror che visto il genere avrei fatto uscire ad Halloween, ribadisco come non ci troviamo di fronte a nulla di veramente nuovo ma per certi versi alza l’asticella dell’ormai vastissimo catalogo Marvel che salvo qualche eccezione, soprattutto al cinema, non ha esattamente brillato nel post Avengers: Endgame, è palpabile come Werewolf by Night abbia cuore, per i personaggi dei fumetti (non supereroi, perché qua ci stiamo addentrando nel sottobosco Marvel) e per gli horror, soprattutto i classici della Universal a cui strizza l’occhio dall’inizio alla fine, make up compreso che a qualcuno potrà far storcere il naso ma che personalmente ho apprezzato. E aggiungo che averlo visto ad una settimana di distanza da Morbius rende il confronto ancor più impietoso, per Morbius intendo, personaggio che non avrebbe affatto sfigurato al fianco di Jack Russel e Man-Thing in Licantropus, magari nei prossimi giorni se mi torna un po’ la voglia parliamo pure di quello.

L’uso del bianco e nero oltre che omaggiare i classici horror da quel tocco di personalità se non pure di autorialità al prodotto ed è anche un modo per aggirare in qualche modo la censura, perché non si può proprio dire che la violenza si risparmi, niente sbudellamenti chiaramente ma tra arti mozzati e gole tagliate non ci si può proprio lamentare. In tutto questo l’unico colore sempre presente è il rosso della Bloodstone, una pietra dai particolari poteri che i lettori storici Marvel sicuramente hanno riconosciuto, qui oggetto del desiderio di alcuni cacciatori di mostri intenti in una competizione per stabilire chi di loro sarà il nuovo leader dei cacciatori affrontando Man-Thing, in un chiaro ribaltamento dei ruoli dove gli umani nella loro brama di sangue (di mostro) diventano sempre meno umani e che ucciderebbero pure i loro simili pur di raggiungere l’obiettivo, mentre i mostri chiaramente sono mostri solo esteriormente, ma meglio non farli arrabbiare.

Obiettivamente è prodotto da massimo 3 stelline e mezzo su cinque ma contestualizzato nel Marvel Cinematic Univese e per l’amor palbabile che c’è dietro si porta a casa un bel 4. E mi fa ben sperare per Blade, almeno per i toni, perché a livello produttivo non se la sta passando bene, incrociamo le dita.
A quando il prossimo special?

Classificazione: 4 su 5.

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Polemista. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Amante del buon fumetto since 1994.

5 Risposte a “Licantropus: black, white and bloodstone”

    1. Ormai è chiaro che non siano in grado di gestire le serie tv senza allunare inutilmente il brodo, in termini di marketing per la piattaforma funziona perché mantengono l’attenzione del pubblico di settimana in settimana prima e poi sotto con la nuova serie ma in termini di qualità abbiamo visto tutti come sono andate le cose finora.

  1. Anche a me è piaciuto questo speciale. Non da strapparmi i capelli ovviamente, ma per quello che poteva essere (un Moon Knight) e quello che è stato, sono più che soddisfatto.
    Io sono tra quelli a cui non è piaciuto il look del licantropo. Capisco l’omaggio e il contesto ma mi ha fatto troppo effetto “Voglia di Vincere”, soprattutto se paragonato a tutto il resto (da Man-Thing a trucco e costumi degli altri attori). Non volevo fosse interamente in CGI o che avesse un look super aggressivo però speravo in qualcosa di diverso. Man-Thing invece perfetto così!
    Spero anche io continuino la strada degli Special Presentation, così magari evitiamo di avere un film di due ore e mezza su Speedball o una serie da 6 episodi su Hellcow.

    1. Pensavo proprio a te quando scrivevo, avevo letto il tuo post su Instagram (in Buffy erano molto peggio, inizialmente Oz diventava un lupo con tanto di muso ma poi evidentemente gli costava troppo ed è diventato una specie di scimmia), qua siamo a cavallo tra l’omaggio ai vecchi film, e si voglia di vincere potrebbe essere a sua volta ispirato all’epoca dei mostri del cinema, e alla fedeltà ai fumetti. Ma chi diamine è Hellcow?

      1. Si si ma infatti siamo in pieno campo di gusti personali, l’omaggio direi che ci stava e a leggere in giro i commenti (per lo più positivi) sembra sia piaciuto. Sarebbe interessante vederlo a colori e ripreso in modo diverso (quindi non a mo di horror classico). Ma si vedrà quando e se mai tornerà in qualche altro film/serie.
        Hellcow è una reminiscenza dei fumetti “horror” di quell’epoca (Man-Thing, Tomb of dracula ecc) un personaggio che dire di serie B è dire tanto 😀 infatti oggi credo venga usata solo come gag.
        L’ultima volta che l’ho vista è stato infatti in un fumetto di Deadpool in quella serie dove faceva un team up diverso in ogni numero.

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