Jeeg: la leggenda del drago segreto – Recensione

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Torna una delle creazioni più celebri di Go Nagai, quel Jeeg Robot d’Acciaio che creò nel 1975 assieme a Tatsuya Yasuda in una versione inedita realizzata da Shinobu Kaze dal titolo Jeeg: la leggenda del drago segreto, edito in Italia da J-Pop nella collana Go Nagai Collection.

Sarò sincero, tra i tanti robottoni classici Jeeg non era esattamente tra i miei preferiti, anzi, e il mio interesse per la serie una volta divenuto adulto e riavvicinatomi al genere e al suo creatore… beh, era praticamente sotto zero. Eppure la sinossi di questo volume, che descriveva questa versione hard boiled, tra intrighi politici e arti marziali con richiami al cinema d’azione di Hong Kong, mi ha in qualche modo incuriosito e convinto all’acquisto, e poi sfogliando il volume ho trovato i disegni notevoli.

E invece niente, la leggenda del drago segreto si è rivelato una grossa, grossissima delusione. La storia è una sorta di sequel della serie classica, i sopravvissuti del popolo Yamatai si sono nascosti e vivono come persone comuni in attesa di riprendere il potere, nuove minacce costringono il giovane Hiroshi Shiba a ritrasformarsi in Jeeg e a combattere. Fin qui tutto bene, se non fosse che la leggenda del drago segreto non ha ne capo ne coda, anzi peggio, è una storia inconcludente, non so se perché interrotta, chiusa prematuramente o per una scelta narrativa in attesa di un seguito (ma se anche fosse a che pro?). Il problema grosso, a mio avviso, è che a prescindere da questo finale tronco proprio tutta la storia fatica ad ingranare, non coinvolge, a tratti è noiosa con misteri su misteri che poi non trovano soluzione, il non finale è solo il colpo di grazia per una storia che aveva già un piede nella fossa.

Personalmente anche i disegni in qualche modo han finito col deludermi, belli son belli, per certi versi mi han ricordato lo stile di Jim Cheung misto a Jim Calafiore, ma li ho trovati tanto puliti da essere noiosi anch’essi, con uno storytelling anonimo incapace di rendere coinvolgenti le sequenze d’azione, e di conseguenza qualsiasi richiamo al cinema di Hong Kong.

La scheda
Titolo: Jeeg: la leggenda del drago segreto
Edizione originale: Jeeg Hiryuden, 2016
Edizione italiana: Go Nagai Collection, J-Pop, 2018
Storia e disegni: Shinobu Kaze, storia originale Go Nagai
Formato: brossurato con sovracoperta
Prezzo: € 7,50

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

8 Risposte a “Jeeg: la leggenda del drago segreto – Recensione”

  1. Un po’ mi ha incuriosito, quando l’ho visto in fumetteria, tra i disegni – Nagai è stato un precursore, nel farsi disegnare le cose da artisti più capaci – e quel drago nel titolo, che mi richiamava in testa un vago ricordo sugli Yamatai che volevano richiamare un drago non ben identificato, grazie alla campana di bronzo nel corpo del protagonista (chissà se i miei ricordi sono al punto giusto, sono alcuni decenni che non vedo Jeeg).
    Invece, da ciò che scrivi, è un fumetto monco -_- peccato.

    1. Alla fine preferisco lo stile di Nagai, ha uno storytelling migliore di sto tizio. Opere moche ce ne sono a iosa tra i manga ma alcuni hanno una profondità tale che va oltre la loro conclusione e quindi meritano una lettura a prescindere, non è questo il caso XD

  2. Mannaggia. Mi aveva molto incuriosito soprattutto per i disegni.
    Poi al contrario di te Jeeg mi é sempre piaciuto tanto sia come design che come concept e un po’ ci speravo in questo fumetto.
    Però ora la dico grossa ma le opere basate su Nagai (non le sue opere originali) mi hanno sempre deluso anche partendo dai migliori presupposti …

  3. Mazinsaga, unico manda legato ai robottoni di Nagai, mi piaceva ma ho capito che questo è meglio lasciarlo perdere.
    Poi a 7,50… come sai sono rimasto ai tempi in cui 5-6000 lire/3,50 euro erano uno sproposito, figurati ora!

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