Flash Gordon: Zeitgeist – Recensione

Flash Gordon: Zeitgeist – Recensione

Flash Gordon è uno di quei personaggi storici del fumetto statunitense le cui incarnazioni moderne sono inspiegabilmente assenti dagli scaffali delle fumetterie italiane. Nel 2011 il personaggio creato da Alex Reymond è stato protagonista della serie Flash Gordon: Zeitgeist edita da Dynamite Entertainment.

La serie di dieci episodi è scritta da Eric Trautmann (Vampirella, Red Sonja) basato su una storia di Alex Ross (che non ha bisogno di presentazioni, vero?) e disegnata da Daniel Indro. Le copertine come potete vedere sono di Alex Ross, ma non mancano variant disegnate dal nostro Francesco Francavilla.

Flash Gordon: Zeitgeist è una rielaborazione in chiave moderna della storia di Flash Gordon. Non ho modo di fare un paragone con le strisce originali di Reymond, non le ho mai lette, ma grossomodo ripercorre la stessa storia del film.

Flash Gordon Zeitgeist
Solo a me ricorda le nuove avventure di He-Man?

Flash è un giocatore di polo (e non di football come nel film) inviato dal Presidente degli Stati Uniti a far visita all’eccentrico scienziato, il dottor Zarkov. Con lui si trova la giornalista Dale Arden. Siamo nel 1934, diversi cataclismi e strani fenomeni si stanno verificando sul pianeta, e Flash viene inviato da Zarkov per indagare sulla cosa.
Dietro a questi strani fenomeni c’è il tentativo di invasione da parte del pianeta Mongo, dominato dall’imperatore Ming.

Zarkov obbliga quindi Flash e Dale a seguirlo con un razzo su Mongo per fermare Ming.

Ripeto, gli eventi presentati sono pressa poco gli stessi visti nel film ma con tempi narrativi più dilatati, dettagli maggiori e senza scene ridicole (tipo quella dove Flash ridicolizza la guardia di Ming simulando una partita di football).

Flash Gordon Zeitgeist

Falsh è il classico eroe tutto d’un pezzo, quello che non tira mai indietro, così come tante altre cose riprese probabilmente dalla versione originale strizzano l’occhio all’ingenuità della golden age ma ci vengono proposti comunque in chiave moderna e a risultare credibili.

La vera differenza la possiamo trovare nel coinvolgimento della Germania nazista. Ming intende sfruttare i nazisti per dominare il pianeta fornendo armi altamente tecnologiche e risorse. Quindi mentre seguiamo le avventure di Flash su Mongo, sulla Terra seguiamo le vicende di tre visitatori di Mongo due dei quali appartenenti rispettivamente ai popoli degli uomini leone e degli uomini falco, che come dei supereroi golden age attaccano le truppe tedesche.

Flash Gordon Zeitgeist

Senza peli sulla lingua mi vien da dire che Zeitgeist è un ottima lettura, un ottimo fumetto d’avventura spaziale, ma per gran parte della serie mi sono chiesto esattamente dove volessero andare a parare con la storyline sulla Terra. Diciamo che la storyline principale contro Ming si esaurisce verso l’ottavo episodio, negli ultimi due trova spazio una sorta di epilogo su Mongo e comprendiamo anche quella secondaria sulla Terra. In qualche modo le due storie finiscono con l’intrecciarsi con un plot twist. Ma devo ammettere che gli ultimi due episodi sono anche i più deboli della vicenda, e non solo per i disegni di Ron Adrian, indubbiamente inferiori a quelli del bravissimo Daniel Indro che fa un lavoro magistrale per tutta l’opera. Zeitgeist andrebbe letto già solo per i suoi disegni.

Esaurita la storia di Ming, più o meno, alcuni personaggi spariscono letteralmente di scena e a conti fatti la storia dei nazisti è puramente superflua. Si dimostra solo un pretesto per giungere ad un finale agrodolce e per certi versi aperto per un eventuale seguito. Finale che però poteva essere gestito in maniera decisamente diversa.

In ogni caso si è trattata di una lettura piacevole, condita da degli ottimi disegni, se ne vedono poche di serie curate così. Ed è scritta discretamente bene, se non fosse per quegli ultimi due episodi che rovinano un po’ il tutto ma meriterebbe veramente un edizione italiana.

Flash Gordon: Zeitgeist

FLASH GORDON: ZEITGEIST

  • Edizione italiana: inedito
  • Edizione originale: Flash Gordon: Zeitgeist #1-10, Dynamite Entertainment
  • Storia: Eric Trautmann, soggetto di Alex Ross
  • Disegni: Daniel Indro (#1-8), Ron Adrian (#3, 9, 10)
  • Formato: brossurato e digitale
  • Prezzo: Euro 15,24 (brossurato), Euro 13,72 (digitale), Euro 0,00 (Kindle Unlimited

Classificazione: 4 su 5.

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Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

2 Risposte a “Flash Gordon: Zeitgeist – Recensione”

  1. Pensa che io ricordo più le strisce (recuperate in un Oscar Mondadori o quel che era, regalato al mio vecchio una quindicina di anni fa ma che alla fine ho letto solo io) che il film 😝
    Questo lo avevo cominciato nel 2012 ma come ti ho scritto in privato, non l’ho mai concluso.
    Sicuramente una lettura piacevole, come scrivi, ma al momento non mi torna la minima voglia di recuperare.
    Credo che da parte della Dynamite ci fosse l’intenzione di ripescare l’universo de I Difensori della Terra (ottime pretese anche per Phantom, che ti conglio) ma poi purtroppo è sfumato tutto. Manco mi ricordo se Mandrake (assolutamente non pronunciato come scritto, altrimenti ci si riferisce a Gigi Proietti in Febbre da Cavallo 🤣) avesse avuto spazio…

    1. Mi pare abbiano fatto qualcosa dove i personaggi si incrociano ma non lo trovo in digitale, per cui dubito approfondirò mai la cosa. Sicuramente parlerò di almeno altre due serie dedicate a Flash Gordon sempre della Dynamite

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