Blame! di Tsutomu Nihei – Recensione

Blame! Nuova edizione 1

Un protagonista solitario e taciturno. Lande desolate fatte di costruzioni architettoniche impossibili, tra ponti sospesi e lunghe tubature. Creature mostruose di carne e metallo. Questo essenzialmente è Blame! con il punto esclamativo alla fine, opera fantascientifica cyberpunk del mangaka Tsutomu Nihei
In realtà questi sono elementi che si possono trovare in quasi tutte le opere di questo particolare e forse unico mangaka. Blame! è un calderone in cui l’artista, caratterizzato da una formazione architettonica, ha riversato tutte le sue passioni, cult cyberpunk come Akira, Ghost In The Shell, Blade Runner, Moebius e le opere di H.R. Giger.

Blame! narra del viaggio solitario di Killy, armato di una piccola ma potente pistola, alla ricerca dei geni per il terminale di rete, un particolare gene che permette a chi lo possiede di collegarsi alla rete e quindi controllare la città. Sul suo cammino Killy incontra alleati come Cibo, e nemici, come le Safeguard a protezione della rete, e soprattutto gli esseri di silicio, essenzialmente dei cyborg interessati a loro volta a trovare i geni.
Il primo pensiero nel leggere questa e altre opere di Nihei non può che non andare a Giger. Killy percorre chilometri su chilometri in questa megastruttura che si estende quasi all’infinito, costituita da luoghi cupi che ricordano davvero molto l’astronave Nostromo di Alien, luoghi angosciosi e quasi opprimenti nonostante talvolta siano spazi piuttosto vasti, abitati da creature che sono la perfetta fusione tra organico e inorganico.
In buona parte sono proprio i disegni a rendere Blame! affascinante, unico termine che mi viene in mente per definirlo. Narrativamente è un opera di difficile comprensione, che preferisce lasciar parlare le immagini, queste maestose tavole, quadri impossibili e surreali, piuttosto che lasciarsi andare in spiegazioni che non troveranno mai una vera risposta.
Interi capitoli sono silenziosi, cosa che conferisce ulteriore atmosfera, ma non per questo si tratta di una lettura veloce, ogni tavola va ben osservata per capire cosa stia succedendo o semplicemente per ammirarne i dettagli, specialmente durante le battaglie che sono tante e spesso confusionarie.
A fine lettura le domande sono anche più di quante non fossero all’inizio e non è detto che una volta conclusa la lettura il lettore si trovi appagato, mai come per Blame! vale il gusto personale, è un opera e uno stile che non può piacere a tutti, personalmente l’ho amato alla prima lettura e continuo a farlo, Blame! è la tipica opera in cui non è tanto importante la meta quanto il viaggio stesso, perché non si può non rimanere a bocca aperta nell’osservare questi paesaggi architettonici. Il viaggio di Killy non va capito, va vissuto.

Classificazione: 4 su 5.

Titolo: Blame!
Edizione italiana: Blame! nuova edizione vol. 1-10, 2015-18, Planet Manga
Edizione originale: Blame!, 1997-2003, Kodansha
Storia e Disegni: Tsutomu Nihei
Formato: brossurato
Prezzo: € 5,50 ciascuno

Pubblicato da Alberto P.

Classe 1985. Gli piace definirsi un amante del buon fumetto. Revanscista. Seguace della Chiesa Catodica. Appassionato di narrativa di genere in ogni sua forma, che sia scritta o per immagini, in movimento o meno, in particolare di fantascienza.

12 Risposte a “Blame! di Tsutomu Nihei – Recensione”

  1. Un ottima scusa! Io mi sono appena regalato tutti i volumetti di bastard deluxe. Lo so che improbabile vedere la conclusione visto che sono anni che l’autore non scrive niente, ma non poteva mancare nella mia collezione

  2. Purtroppo l’autore e peggio di quello di berserek…sarà molto difficile vedere la fine. Peccato perché è veramente un bel manga con disegni fantastici

  3. Credo di aver apprezzato solo Noise, delle cose che ho letto di suo.
    I disegni sono molto evocativi, ma la storia l’ho trovata troppo vaga.
    Mi dispiace, perché graficamente è un autore molto originale.

  4. Il mio battesimo con Nihei, anche se lo acquistava un mio amico (bimestralmente, si alternava con Eden).
    L’ho letto e ovviamente ne sono stato travolto: ecco, questo è uno stile proprio, preciso (che l’autore userà anche tipo in Noise ma pure in Wolverine).
    Vero per l’architettura.

    Moz-

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.